L’amiltriptilina è un antidepressivo comunemente utilizzato anche per trattare la cefalea ed i dolori neuropatici.
Nomi commerciali
Laroxyl
Forma farmaceutica
- gocce orali (40 mg/ml) 1 goccia= 2 mg
- compresse rivestite con film da 10 e 25 mg
Indicazioni terapeutiche
- disturbo depressivo maggiore negli adulti
- dolore neuropatico negli adulti
- profilassi della cefalea tensiva cronica degli adulti
- profilassi dell’emicrania negli adulti
- trattamento dell’enuresi notturna nei bambini >6 anni dopo aver escluso tutte le cause organiche e come ultima terapia fra quelle disponibili. Questa prescrizione è esclusivamente a carico dei pediatri specializzati in questa patologia (non verrà discussa in questa scheda)
Posologia
Iniziare dal dosaggio minimo ed aumentare fino a raggiungere il dosaggio minimo efficace.
Il farmaco va sospeso sempre gradualmente nell’arco di alcune settimane.
depressione maggiore:
iniziare con 25 mg 2 volte/die ed aumentare di 25 mg 1 cp a giorni alterni fino ad un massimo di 150 mg/die divisi in due dosi giornaliere.
Negli anziani iniziare con 10 mg 2 volte/die fino ad arrivare a 100-150 mg/die divisi in 2 dosi. Dosi giornaliere più alte di 100 mg vanno somministrate con cautela
Il trattamento inizia a fare effetto dopo circa 4 settimane e va prolungato, ma non oltre i 6 mesi, per prevenire recidive.
Dolore neuropatico e cefalee:
Iniziare con 10-25 mg alla sera ed aumentare di 10-25 mg ogni 3-7 giorni fino ad efficacia terapeutica. Dosi oltre i 100 mg/die vanno somministrate con cautela. E’ possibile dividere la dose giornaliera in 2 dosi senza superare i 75 mg per singola dose. L’effetto antidolorifico si osserva dopo 2-4 settimane di trattamento.
Negli anziani usare cautela per dosaggi oltre i 75 mg/die. Iniziare con dosi più basse degli adulti più giovani e aumentare più lentamente.
Il trattamento è puramente sintomatico e può durare anche anni. E’ bene monitorare il paziente nel tempo per valutare la sospensione della terapia.
Le dosi di farmaco non vanno modificate nei pazienti affetti da insufficienza renale. Nei pazienti affetti da insufficienza epatica è bene monitorare i livelli sierici del principio attivo.
Controindicazioni
- ipersensibilità al principio attivo
- infarto del miocardio recente
- aritmie cardiache (specie i blocchi)
- insufficienza coronarica
- trattamento concomitante con I-MAO (inibitori delle monoammino ossidasi). possono indurre sindrome serotorinergica e pertanto vanno sospesi ad almeno 14 giorni di distanza
- insufficienza epatica grave o gravi epatopatie
- età pediatrica (non indicazioni in medicina generale sotto i 18 anni)
Avvertenze
Il farmaco può allungare l’intervallo QT all’ECG ,dare aritmie cardiache ed ipotensione severa, specie ad alti dosaggi, negli anziani, se cardiopatie e patologie tiroidee preesistenti.
Attenzione al rischio suicidario nei pazienti depressi. Nei pazienti con disturbo bipolare può slatentizzare una crisi maniacale.
Nei diabetici può modificare i livelli glicemici, indicato monitoraggio durante il trattamento.
La sospensione del farmaco non graduale può dare crisi di astinenza (cefalea, insonnia, irritabilità, malessere generale)
Usare cautela se concomitante terapia con SSRI
Estrema cautela in caso di glaucoma, ipotensione ortostatica (anziani), ipetrofia prostatica (può dare blocco urinario), ileo paralitico, stenosi pilorica, sintomi paranoidei e disturbi convulsivi
Interazioni con altri medicinali
Controindicata la co-somministrazione con I-MAO
Non raccomandata la cosomministrazione con:
- simpaticomimetici (adrenalina, decongestionanti nasali, anestetici locali, ecc…)
- altri antidepressivi bloccanti i neuroni adrenergici
- metildopa
- anticolinergici (rischio glaucoma, blocco urinario ed ileo paralitico)
- farmaci che allungano il QT (metadone in primis)
- farmaci che portano ipokaliemia (furosemide in primis)
- tiorizadina (rischio grave di effetti collaterali cardiaci)
- tramadolo (aumentato rischio di sindrome serotorinergica)
- antifungigni (aumentano le concentrazione sieriche di amiltriptilina, aumentando il rischio aritmico da torsione di punta)
Estrema attenzione va posta quando si cosomministrano altri farmaci inibitori del SNC ed alcool.
Il farmaco è sedativo e può interferire con la guida e l’uso di macchinari.
Gravidanza ed allattamento
Il farmaco è sospetto teratogeno e passa nel latte. Controindicato l’allattamento. L’uso in gravidanza deve essere assolutamente giustificato da un favorevole rapporto rischio/beneficio. Se somministrato negli ultimi mesi di gestazione si può avere sindrome da astinenza nel neonato.
Effetti collaterali
Simili a quelli di altri triciclici: sedazione, tremori, disturbi della libido, stipsi, cefalea, disturbi dell’umore, comportamenti suicidari, ipotensione
Sovradosaggio
Porta ad aritmie cardiache e depressione del SNC fino all’arresto respiratorio. Necessario tempestivo ricovero in ospedale del paziente. Dosi oltre i 750 mg nell’adulto e la contemporanea assunzione di alcool o altri psicofarmaci aumentano nettamente il rischio.