Edward Lee Thorndike

Thorndike è stato un altro psicologo comportamentista fondamentale che ha formulato una serie di “leggi” cardine di questa scuola, che tutti ormai consideriamo ovvie e che sono le basi anche per l’insegnamento. In particolare:

  • legge dell’esercizio: l’apprendimento migliora ripetendo lo stimolo e le informazioni da apprendere
  • effetto alone: la qualità del primo elemento di una serie di elementi da apprendere influenza le capacità di apprendimento successive
  • legge dell’effetto: l’efficacia dell’apprendimento è influenzata dall’utilità delle informazioni apprese o dal “piacere” che questo apprendimento porta
  • legge del trasferimento: aver appreso qualcosa di “simile” ad un nuovo argomento consente un parziale trasferimento delle informazioni ed un apprendimento più rapido dell’argomento nuovo ma simile al precedente.

Ho deciso al solito di studiare anche questo pensatore sotto consiglio di Elettra Moscelli (che ringrazio per l’aiuto) ed in particolare mi sono concentrato sul lungo testo The Fundamentals of Learning che illustra dettagliatamente mediante numerosi esperimenti di apprendimento linguistico tutti i punti illustrati sopra mostrando come Thorndike sia arrivato a formularli fra infinite varietà di metodi testati per l’apprendimento di serie di associazioni di termini. La centralità del linguaggio sarà oggetto anche di pensatori che saranno trattati successivamente in questo blog.

I fondamenti dell’apprendimento

Ne’ I fondamenti dell’insegnamento del 1932 Thorndike come già detto illustra una lunga serie di esperimenti linguistici che utilizzò per validare le sue tesi, mostrando nei primi capitoli come la semplice ripetizione di input da sola non sia sufficiente a produrre un apprendimento efficace, ma come invece sia anche necessario un certo livello di “piacere” o “beneficio” per il soggetto che può essere:

  • correlato al primo elemento fornito (effetto alone, anche se il testo non cita mai espressamente l’ halo effect nei test di questa parte utilizza parole piacevoli o spiacevoli come primo elemento da apprendere per vedere la loro influenza sull’apprendimento successivo.)
  • oppure con  una certa utilità o piacere correlato all’insegnamento stesso globalmente, mostrando inoltre come un “malus” o “punizione” correlato alle nuove nozioni  sia un deterrente all’apprendimento molto peggiore rispetto alla ricerca di piacere o utilità che invece l’apprendimento lo rinforzano (nei test effettuati il giudizio verbale di “right” o “wrong” è il bonus/malus correlato ai test).

Nell’ultima parte del testo quindi descrive gli esperimenti che hanno portato alla formulazione della legge del trasferimento correlando due serie di elementi da apprendere assieme.

Considerazioni generali

Le leggi generali illustrate da Thorndike sono oggigiorno dei fondamentali abbastanza ovvi sia per quanto riguarda le metodiche di apprendimento sia un sacco di altri aspetti del comportamento umano che vanno dall’amministrazione della giustizia alle dipendenze patologiche (pensiamo alla banale analogia fra l’effetto alone ed il pregiudizio o alla maggiore efficacia del bonus rispetto al malus) tuttavia questo comportamentista offre anche interessanti parallelismi fra il linguaggio e la ricerca del piacere (e quindi in relazione anche al fondamento della psicoanalisi) che sono fondamentali anche nello sviluppo delle AI, ove il meccanismo di ricompensa nelle reti generative antagoniste (ed in tutti i meccanismi automatici che usano feedback e che imitano la biologia) è la base per l’apprendimento automatizzato. Il rapporto fra biologia,informatica e psicoanalisi, riconoscendone i parallelismi, è a mio avviso una delle cose più interessanti da studiare! (anche in vista delle innovative Intelligenze Organiche)

Nell’analisi dei  prossimi pensatori verrà approfondito questo legame fra utilità/piacere e linguaggio, rendendo per quello che sto leggendo il rapporto fra piacere (psicoanalisi) e linguaggio ancora più intricato ed indissolubile.

 

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