Con questo articolo affronteremo ora la controversa opera di filosofia politica di Karl Popper La società aperta e i suoi nemici, un libro imprescindibile per capire la società occidentale odierna.
La base della filosofia politica di Popper è il suo criterio scientifico del falsificazionismo, che per quest’autore è la base di un buon governo ed è il criterio con cui è garantita la democrazia, in quanto unico sistema che permette ai governati di controllare i governanti, sostituendoli se inadatti senza uso della violenza in casi estremi, come anche permettendo un controllo dell’esito delle leggi da loro varate. Per tale ragione Popper critica i totalitarismi (che non permettono nè controlli delle leggi nè sostituzione dei governanti abusatori/inadatti) e vede nella filosofia di Platone la loro origine.
Platone totalitario
Quando iniziai a studiare la filosofia di Platone una cosa che mi aveva davvero colpito è il suo netto contrasto con quella di Socrate. Se la filosofia socratica infatti è basata sul auto-dubbio continuo mediante il metodo socratico (che era volto a smascherare le menzogne dei sofisti assetati di potere), Platone, dicendo di proseguire sulle orme del suo maestro, invece di argomentare e sfidare dialetticamente i suoi avversari batteva i pugni sul tavolo e con la sua teoria delle idee di fatto ha appoggiato il regime totalitario dei trenta tiranni guidato da suo zio Crizia (perdipiù illustrando le sue teorie spesso per bocca di Socrate…). Leggendo il primo volume de la società aperta e i suoi nemici sono stato quindi molto felice di scoprire che qualcuno di “importante” aveva già espresso le mie perplessità sul padre della filosofia occidentale che è praticamente sempre esaltato in quasi tutte le fonti bibliografiche che stavo leggendo e che leggo.
Inutile dire che ho amato quasi in tutto il primo volume dell’opera di Popper, tuttavia ho trovato alcuni punti a mio avviso discutibili, che saranno invece meglio esposti nel secondo volume:
- Popper più volte cita come causa del totalitarismo il “disagio della civiltà” che a suo dire è dovuto alla mancanza di senso di responsabilità ed infantilismo di chi è a favore dei regimi totalitari (responsabilità delle proprie azioni che, se non presa, viene scaricata su un leader, sulla Storia, su Dio, sui capitalisti…) Tenete a mente questa definizione perchè ne parleremo meglio nel prossimo paragrafo sul secondo volume
- In un punto del testo l’Autore dice, riprendendo il suo criterio del falsificazionismo, che non esistono leggi “naturali” in quanto, conformemente alla sua filosofia, ogni teoria per essere valida deve essere falsificabile (e quindi la dottrina del “diritto naturale/morale” non può ritenersi di per se una teoria valida). Fin qui mi trovo essenzialmente in accordo con l’autore…finchè non dice, per giustificare il suo sistema “liberale” basato sul libero commercio, che le leggi “naturali” che regolano i commerci internazionali sono un caposaldo difficilmente criticabile (!?). A me non risulta che la globalizzazione sia sempre esistita nella storia e che i rapporti economici internazionali seguono leggi immutabili…
- Un’altra parte del testo a mio avviso discutibile riguarda la critica al “comunismo” platonico che viene paragonato al comunismo marxista/sovietico. A mio parere (e non solo mio) questo paragone non sta assolutamente in piedi! Il comunismo platonico infatti è la comunanza di beni (come anche donne e bambini..tanto per capire di che soggetto parliamo) volta a non far entrare in conflitto la classe dominante, abolendone sia i criteri ereditari sia appianandone i dissapori dovuti ad un diseguale possesso di “beni”, che Platone considera la “causa” della caduta dell'”antica” civiltà “perfetta”. In questo “comunismo” quindi l’economia non è affare dei governanti. Marx non intende assolutamente questo per comunismo! Il comunismo marxista infatti è l’abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione! (e non della proprietà privata dei beni di consumo o di “donne e bambini”… che per Platone sono anche sottoposti all’eugenetica). In tutto questo discorso poi Popper di conseguenza dice che può esistere anche un “altruismo” svincolato dalle filosofie “collettiviste” per sostanzialmente dire che esistono anche “capitalisti buoni”… io non metto in dubbio che esistano anche capitalisti “generosi”, ma credo anche che nessuno di loro sia disposto a cedere gratis a terzi uno stabilimento o delle quote di una società, questo discorso quindi non ha assolutamente senso, ma sarà ovviamente ripreso nel secondo volume, dal titolo eloquente.
Hegel e Marx falsi profeti
Il titolo è tutto un programma è mostra finalmente in maniera esplicita qual’è il vero bersaglio politico dell’opera di Popper.
Questo secondo volume inizia con un breve capitolo dedicato ad Aristotele, che per Popper è di fatto il “continuatore” della filosofia di Platone ma anche e soprattutto il padre della a suo dire nefasta idea dello storicismo, ovvero della filosofia ormai superata che indica la storia come “determinata”. Popper considera ovviamente lo storicismo come la base del totalitarismo e vede come precursore della sua versione moderna Hegel, che con la sua dialettica tesi, antitesi, sintesi deterministica è la base delle filosofie Marxista e Fascista.
Tralasciando che in questo capitolo Hegel viene trattato, a mio avviso ingiustamente, veramente malissimo trascurandone i meriti ed evidenziandone solo i difetti fin quasi a cadere nell’insulto (leggere questa parte scritta da Popper non è tanto diverso da leggere un testo su Hegel scritto da Shopenhauer), ritengo veramente offensiva la sua affermazione che il marxismo sia hegelinamente parlando il padre dialettico del fascismo, quando, se andiamo ben a vedere, è EVIDENTE che nella filosofia hegeliana fascista il fascismo è la sintesi ove il capitalismo (tesi) si afferma contro l’antitesi rappresentata dal collettivismo marxista. In questo schema quindi semmai il fascismo è l’evoluzione del sistema capitalista in lotta contro i lavoratori che non a caso proprio dopo la prima guerra mondiale in Italia erano in fermento. La domanda a questo punto sorge spontanea: dato che considero personalmente Popper una mente brillante e con capacità multidisciplinari come può questi affermare che la sintesi hegeliana è la fusione di tesi ed antitesi per giustificare il suo attacco al marxismo? Non credo che un filosofo di tale calibro abbia frainteso Hegel…
Altra accusa infamante che Popper lancia ai marxisti nel secondo volume è di non aver fatto nulla per fermare l’ascesa del fascismo (a dispetto delle altre forze politiche) in quanto ritenevano che con l’ascesa della dittatura sarebbe stato più facile invogliare le masse ad aderire alla lotta di classe…questa cosa la deve spiegare al povero Gramsci!
La vera “base” della critica al marxismo popperiana tuttavia è che il marxismo è stato falsificato dall’evolvere degli eventi ed in particolare dall'”esperimento” del comunismo russo che si è evoluto in una dittatura. Su questo aspetto bisogna senz’altro dare ragione a Popper, in quanto la dottrina marxista ha sicuramente commesso l’errore di inserire come step intermedio all’avvento dell’anarchia comunista la “dittatura del proletariato” comandata dal partito comunista, che si è poi ben guardata dal cedere il suo potere alle masse ed ha anzi fondato una nuova “classe dirigente”.
E’ indubbio che Marx ha commesso nell’elaborare la sua dottrina l’errore che già Bakunin aveva segnalato e previsto (al prezzo di venire cacciato dall’ associazione internazionale dei lavoratori). Ho già espresso la mia opinione a riguardo in Critica alla Teoria Critica e Critica all’ (anarco)capitalismo.
Tuttavia Popper non se la prende solo con il marxismo radicale ma anche contro i riformisti ed i socialisti (a cui appone le stesse critiche) ed a quelli che lui chiama “volgar-marxisti” cioè a quei marxisti occidentali che mettono assieme le dottrine di Marx con quelle di Freud ed Adler (ovvero gli esponenti della scuola di Francoforte). In particolare come già detto dice che il “disagio della civiltà” non è dovuto all’ “alienzazione dell’individuo” come da questi sostenuto ma da un infantilismo irresponsabile che vuole scaricare le responsabilità della propria vita sui capitalisti (o su un dittatore). Nel far questo inoltre in poche righe viene criticata tutta la dottrina di Freud, che viene tacciata come “non scientifica” in quanto, ad avviso di Popper, non è falsificabile! A detta dell’Autore infatti un Freudiano può sempre rispondere alle critiche della sua teoria accusando l’interlocutore di “repressione inconscia” delle idee contrarie…peccato che la letteratura scientifica psicoanalitica è ricchissima, che psichiatri e psicologi sono comunque un gruppo aperto al dialogo e pronto a dimostrare/confutare le sue tesi e che lo stesso Popper nel testo più volte accusa i suoi avversari di non capire “perchè il loro inconscio glielo impedisce”… In pratica Freud nella dottrina popperiana viene colpito per colpire un gruppo di studiosi con cui non ha mai interagito da vivo ma che avversario dell’Autore del libro…
Ovviamente poi non poteva mancare la critica di Popper alla teoria del plusvalore descritta da Marx ne Il Capitale. Teoria che come ogni liberale che si rispetti Popper bolla di fatto come errata affermando che il prezzo dei beni e del lavoro non segue questa regola ma solo il principio della domanda e dell’offerta. Peccato che molti economisti non sono della sua stessa idea e per riprendere la sua dimostrazione il liberale afferma che sebbene sia vero che esistano i “cicli” in economia segnati da episodi di crisi e di crescita economica causati dall’introduzione di sempre maggiore automazione, il capitalismo è sempre riuscito a sopravvivere (contrariamente a quanto affermato da Marx) espandendo i mercati, aumentando la domanda di merci, migliorando la vita dei lavoratori e dando dei sussidi statali di disoccupazione pagati con le tasse chieste ai ricchi. Per tali motivi Popper senza dubbio ringrazia Marx per aver invogliato lo Stato ad intervenire economicamente contro il capitalismo sfrenato facendo leggi per ridurre le ore della giornata lavorativa, abolendo il lavoro minorile e creando in sostanza il welfare state…queste cose hanno reso le ipotesi marxiste di fatto falsificate, infatti in nessuna parte del mondo lo sfruttamento del lavoro minorile non esiste più!… 😀 La società aperta e i suoi nemici è stato scritto poco dopo la seconda guerra mondiale, Popper è morto nel 1994 ma già nei suoi ultimi libri forse aveva iniziato a rendersi conto che i liberali tanto buoni non sono…mi chiedo cosa direbbe se fosse vivo oggi guardando anche solo all’Occidente!
La caratteristica della filosofia di Popper certamente più discussa è il suo criterio che bisogna essere tolleranti con tutte le idee tranne con quelle intolleranti, fra le quali sia il fascismo sia il comunismo che sono infatti entrambi illegali in Germania anche solo se espressi verbalmente. Una domanda quindi sorge spontanea: I marxisti-popperiani, ossimori viventi tanto in voga oggi (ovvero tutta quella “sinistra” che si batte per la cancel culture ed il politicamente corretto) hanno davvero idea di quale filosofo ed ideologia (di destra) stanno elogiando nelle loro battaglie?
Popper totalitario
…Credete che questo titolo sia troppo provocatorio? 😀
Lasciatemi spiegare prima di dirmi che merito la censura e la damnatio memoriae! 😀 (se posso…)
Oggi, nel 2024, viviamo di fatto nella società aperta (=globalizzata) tanto desiderata dal nostro caro Popper..ma come va la vita? La “società aperta” della caduta del comunismo e dall’esplosione del libero commercio è davvero una società dove le masse controllano il potere dello Stato? ..oppure forse più realisticamente il disagio della civiltà (e la povertà) oggi imperversano sempre più anche in Occidente? Dobbiamo dare davvero colpa ai “poveracci” se questi non riescono a vivere bene? Secondo Popper il disagio della civiltà è figlio dell’irresponsabililà individuale, anche perchè ormai il capitalismo sfrenato non esiste più… (!?)
La cecità per le cause ECONOMICHE dell’emergere delle destre in tutto l’Occidente secondo Popper ed i suoi seguaci non esiste…è tutto colpa degli “irresponsabili” se questi sono poveri e sono alla mercè di chiunque abbia un po’ di denaro e abbia intenzione di ricattarli/usarli politicamente per prendere il potere con la forza! Trump ha assaltato Capitol Hill usando lo slogan “Make America Great Again” e la risposta della “sinistra liberista” di Biden per contrastare la sua futura elezione qual’è stata? Mica risolvere la povertà e la mancanza di lavoro dilagante..no no! meglio censurare tutte le voci che tifano per lo (scampato…per ora) dittatore!
Ovviamente la stessa tecnica non si deve usare solo con i seguaci di Trump, ma anche contro chiunque RITENGO sia intollerante! (perchè lo Stato adesso sono io, quindi decido io. Se a Gaza da anni c’è un conflitto religioso e sei contrario alla guerra fatta di fatto da Israele…sei antisemita!). Oltre a questo ovviamente come ha ben “insegnato” Marx, perchè non mettere i lavoratori tutti uno contro l’altro facendoli competere per i pochi posti di lavoro rimasti e facendoli anche isolare fra loro!?
Zygmunt Bauman in tutta la sua filosofia ha descritto la “società aperta/liquida” creata da Popper nella sua drammaticità ma è soprattutto nel suo libro “Paura liquida” che descrive la devastante situazione di terrore economico e fisico prodotto dalla globalizzazione negativa e nel far questo critica apertamente la società aperta di Popper che di fatto HA FALLITO nel garantire la felicità delle persone! … ma non sto vedendo i “popperiani-liberisti-marxisti-trasformisti” odierni fare mea culpa e prendersi le loro responsabilità dichiarando la loro ipotesi del mondo liberista falsificata! …e questo sinceramente fa paura! Quanto a lungo la cancel culture potrà fermare gente come Trump senza un VERO sostegno economico!? Questa situazione la abbiamo già vista nella nostra storia…
Un pensiero riguardo “La società liquida e i suoi nemici”