Critica alla Teoria Critica

Una critica che alcuni mi hanno fatto dopo che ho pubblicato l’articolo “critica al linguaggio” consiste sostanzialmente nel chiedermi come posso non andare in contraddizione citando a prova delle mie considerazioni (maggior importanza della struttura economica della società sulla sovrastruttura culturale) gli esponenti della scuola di Francoforte (Marcuse in particolare). Ho deciso di scrivere questo articolo proprio al fine di spiegare come, a mio avviso,  il marxismo classico si possa perfettamente integrare con la Teoria Critica dei francofortesi, ovviamente facendo alcune dovute considerazioni e differenti interpretazioni del loro pensiero.

Per i francofortesi in generale, al contrario dei marxisti classici, la cultura (sovrastruttura) è in grado di influenzare la struttura economica della società; e proprio per questo motivo i filosofi tedeschi immigrati durante la seconda guerra mondiale negli Stati Uniti sono stati anche accusati di essere una sinistra di fatto “snob”, per alcuni anche al servizio del sistema borghese (in particolar modo in tanti se la sono presa con Marcuse, accusato di sovvertire il marxismo mettendo la libido al posto del capitale nella filosofia marxista). Sicuramente in parte queste critiche hanno senso (d’altronde non puoi pensare di emigrare negli Stati Uniti, patria del capitalismo, e fare apologia del sistema comunista! 😀 ) e, come già più volte detto, in particolare io stesso critico ferocemente quella che per me è la degenerazione della “svolta linguistica” che questi filosofi di fatto hanno incominciato e che la “sinistra” filo-capitalista di oggi corrotta fino al midollo di fatto prosegue.

A partire da queste premesse sembrerebbe quindi che la scuola di Francoforte ed il marxismo classico siano due ideologie sostanzialmente agli antipodi. Per Marcuse infatti la libido riveste un ruolo simile a quello che per Marx svolge il capitale, mentre per Theodor Adorno e Max Horkheimer, fondatori della scuola,  un ruolo centrale nel sistema capitalista è svolto dalla volontà di potenza che porta l’uomo a voler dominare sull’altro uomo (opinione espressa egregiamente in varie opere, fra cui Dialettica dell’Illuminismo, che scrissero durante la seconda guerra mondiale mentre erano in esilio…motivo per cui tali conclusioni non sono poi così sorprendenti). Possiamo quindi in sintesi estrapolare diverse chiavi di lettura filosofiche. Per ognuno di questi filosofi l’Essere (oggetto della loro filosofia) può essere quindi riassunto così:

Karl Marx: Capitale

Theodor Adorno e Max Horkheimer (scuola di Francoforte in toto, Nietzsche, Alfred Adler): Volontà di Potenza

Herbert Marcuse e Sigmund Freud: Libido

a cui, andando indietro nel tempo, possiamo aggiungere:

Filosofia Cristiana: Dio (cristiano)

Arthur Schopenhauer: Volontà di Vita (Nietzsche fu discendente spirituale di Schopenhauer, la volontà di Vita infatti, in termini Freudiani, può essere intesa come la forma passiva della Volontà di Potenza)

Hegel: Assoluto

Positivisti (scientisti): Scienza

Platone: Idee

presocratici: Archè (varie formulazioni, la più interessante per questo articolo come vedremo è sicuramente quella di Parmenide)

…e potremmo andare avanti scrivendo un intero libro di Storia della Filosofia! 😀

La Domanda quindi sorge spontanea. Cos’è L’Essere della filosofia postmoderna? Il linguaggio è la “casa dell’Essere”  diceva Martin Heidegger!(cosa intendeva per “casa”?)  Può forse questo importante filosofo aiutarci a dare una risposta alla nostra domanda? Chi di tutti questi filosofi del passato (e del futuro) ha ragione?

Ho già discusso nel precedente articolo la Scolastica della Cura il pensiero di Heidegger riguardo alla religione, mostrando come differenti ideologie religiose (differenti Dei) altro non sono che diversi dis-velamenti dell’Essere nella storia e nello spazio (riprendendo Introduzione alla Metafisica). Possiamo quindi utilizzare questa stessa linea di pensiero anche per risolvere il quesito di questo articolo in maniera coerente? A mio avviso assolutamente si! Le righe successive infatti dimostreranno che tutte le “cose” elencate sopra non sono altro che dis-velamenti dell’Essere in diversi contesti culturali! In pratica l’Essere (inteso in maniera sia religiosa sia filosofica) si manifesta in maniera differente all’uomo a seconda del contesto in cui questo vive! L’Essere quindi altro non è che la struttura su cui si basa il mondo e che si dis-vela in differenti modalità ad ogni uomo ed ad ogni tempo! Vedremo ora come si manifesta in dettaglio l’Essere e come in realtà tutti gli aspetti elencati sopra concorrano alla sua definizione! Esattamente come in fisica quantistica un fotone può essere/comportarsi sia come particella sia come onda l’Essere in diversi contesti può dis-velarsi come Capitale, Volontà di Potenza, di Vita o Libido,…rendendo quindi non contraddittorie le teorie della scuola di Francoforte col marxismo classico!

Iniziamo dal Capitale. Secondo Marx il sistema borghese è tale perchè la classe dominante sfrutta le classi inferiori in quanto proprietaria dei mezzi di produzione. Questo gli consente quindi di fatto di rubare il plusvalore/lavoro del proletario in cambio di un salario, di valore molto inferiore al lavoro effettivamente svolto in quanto decurtato dal “furto” operato dal capitalista. La domanda a questo punto sorge spontanea: Perchè il capitalista deve rubare il tempo, i soldi ed il denaro del proletario? Non lo fa certamente solo per “sopravvivere” (Volontà di Vita)… lo fa quindi forse soprattutto per “superare/schiacciare” il proletario? (Volontà di Potenza) Ma perchè voler schiacciare gli altri? A che fine l’uomo è lupo all’altro uomo? (Hobbes). A che pro l’Io deve concentrare lavoro/energia (in termini fisico-scientifici sono tutte grandezze espresse in Joule) nelle proprie mani se non per provare, superando ogni volta un limite auto-imposto a tendere all’infinito (romanticismo di Fitche) e quindi a Dio?  (si veda la somiglianza fra questi tentativi fallaci dell’uomo con la dimostrazione per gradi dell’esistenza di Dio di S. Anselmo D’Aosta)

Se come dice Marcuse nel sistema capitalistico anche la Libido segue vie simili a quelle del capitale, il detto “sesso, droga, potere e rock’n roll” di fatto riassume bene la filosofica capitalista/postmoderna della società liquida odierna ove gli Dei sono tutti morti e TUTTI vogliono arrivare a (essere) Dio mediante accumulo di capitale, potere, sesso! La conseguenza di ciò è ovviamente il rifiuto più o meno palese delle relazioni sociali autentiche (di Cura, come direbbe Heidegger) in favore dell’illusione di “onnipotenza divina” che si riassume di fatto nel tentativo di impersonificare di fronte al mondo l’Essere Parmenideo che è:

-immobile (ovvero non influenzato dagli eventi esterni)

-unico (chi vuole essere “Dio” vuole avere tutto sotto di se, la base del totalitarismo)

-immutabile (vita eterna)

-ingenerato ed immortale (vedi sopra)

-indivisibile (totalitario)

Qualcuno potrebbe obbiettare che tale definizione dell’Essere (in particolare la sua immobilità) lo faccia corrispondere alla morte più che alla vita … ed in effetti lo stesso Freud nella sua opera Al di là del principio di piacere fa corrispondere il piacere massimo (ovvero il raggiungimento dell’omeostasi dell’organismo con uno sforzo praticamente pari a zero) alla morte. Cos’è infatti un essere immobile che conserva per tempo indefinito la propria struttura senza sforzo se non un sasso? (l’assenza di movimento è prerogativa della morte). Questa teoria descrive inoltre perfettamente il comportamento dei tossicodipendenti da oppiacei, che altro non sono che persone alla ricerca del piacere massimo col minimo sforzo! (piacere che quando viene raggiunto, incrementando le dosi sempre più per il fenomeno della tolleranza, porta appunto a morte per arresto respiratorio!) L’esistenza inautentica qui descritta però non fa morire male solo i drogati…pensate a quanti nella società iper-competitiva di oggi sono lasciati soli a morire per mancanza di cure, in quanto chi ha le forze è asservito al potere con l’illusione di poter ottenere parte del suo Potere (divino)?  (anziani, malati, emarginati…RICORDATI CHE ANCHE TU UN GIORNO NON SARAI AUTONOMO!) Marx ha descritto meglio di qualunque altro queste dinamiche applicandole al solo capitale…ma come vedete l’equazione del saggio del plusvalore può in realtà descrivere anche le altre forme dis-velate dell’Essere se abbiamo l’accortezza di sostituire il denaro/plusvalore/lavoro con il Tempo (riprendendo Heidegger nella sua celebre opera Essere e Tempo. Cos’è l’esistenza se non il nostro tempo? Sta a noi decidere se spenderlo in maniera autentica o inautentica…)

Formula del saggio del plusvalore (Marx)

saggio del plusvalore=pluslavoro/lavoro necessario

ove il pluslavoro è il furto operato dal capitalista. Analogamente dalle considerazioni esistenzialiste dette sopra possiamo quindi ricavare una formula analoga (ad esempio misurando il valore in ore lavorate):

saggio del plustempo=plustempo/tempo necessario

…voi come usereste il tempo che il capitalista vi ruba ogni giorno? 😀

Se il Tempo esistenzialisticamente parlando è vita, potenza (creatrice), denaro, libido… ecco che Marx è tutt’altro che superfluo in quanto è l’unico filosofo che consente di chiarire in maniera obbiettiva e matematica le deduzioni mostrate finora!

L’obbiettivo dell’umanità per vivere/esistere meglio dovrebbe essere  quindi tendere all’esistenza autentica fatta di Cura degli altri in vista di una vita migliore e più lunga, in luogo all’esistenza inautentica votata all’accumulo tendente all’infinito e fallimentare! (consumismo/capitalismo)….ma da dove iniziare!? Come rompere il circolo vizioso che ho mostrato? E’ giusto attaccare la cultura ed il linguaggio dell’esistenza inautentica (es il linguaggio violento e sessista) oppure intaccare direttamente l’accumulo di capitale in poche mani? A rigor di logica essendo tutte le manifestazioni dell’Essere l’espressione della stessa cosa la cosa sembrerebbe indifferente…ma a ben vedere c’è una sola forma dis-velata dell’Essere che da sola è in grado di obbligare gli altri a eseguire degli ordini pena la morte e questa è il capitale! (che di fatto è il vero “braccio armato” del capitalista) Quindi ha ragione Marx; sebbene i francofortesi hanno ben illustrato i meccanismi psicologici che portano all’accumulo del capitale nelle mani di pochi è Marx che ha identificato l’obbiettivo giusto da colpire per primo (il resto seguirà…senza capitale il potere assoluto sugli altri non si potrà più imporre!)

Marx ha però fatto un grave ed evidente errore nella sua teoria affidando la Rivoluzione a un partito…sappiamo bene com’è finita nell’URSS ed in tutti i paesi comunisti, ove tale partito ha poi mantenuto il potere creando una nuova classe sociale privilegiata. E’ abbastanza ovvio (come aveva già evidenziato Bakunin a suo tempo) che pensare di accentrare il potere in poche mani e pensare che poi queste lo redistribuiscano è una follia!

Ma quindi come fare? L’unica soluzione per fare in modo che il capitale si redistribuisca fra tutti in modo eguale è a mio avviso in primis rendere realmente libera la circolazione delle informazioni fra le persone (abolendo copyright, bolle di filtraggio e AI-opticon mediante reti P2P distribuite) e successivamente rendere davvero chiunque in grado di creare e gestire i propri mezzi di produzione mediante l’implementazione distribuita delle Intelligenze Artificiali! Già ora è possibile utilizzarle con successo per creare opere d’arte…se a breve sarà possibile creare anche opere dell’ingegno come progetti CAD o nuovi bio-materiali (un esempio fra i tanti già esistenti) ci troveremo nel giro di breve tempo così ad una nuova “rivoluzione industriale”… che di fatto metterà fine al concetto stesso di industria! Conto di approfondire questo tema in un prossimo articolo.

Tutto questo permetterebbe di “tornare” allo stato di Natura ipotizzato da Rousseau nel suo Discorso sulle origini e i fondamenti della disuguaglianza fra gli uomini e descritto bene da Engels nel suo saggio L’origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato riferendosi alle società precolombiane ove ad esempio non vi erano differenze di genere. Ovviamente però prima che questo accada l’uomo sarà uguale economicamente all’altro uomo, ma probabilmente non smetterà subito di “guerreggiare” per prevaricare sugli altri vedendoli come un limite alla sua “ascesa divina” (in pratica da un sistema capitalistico-industriale in mano a pochi si passerà ad un anarco-capitalismo ove tutti sono contro tutti… ma ad armi pari! Questo stato di cose tuttavia non durerà a lungo principalmente per 2 ragioni:

– in un sistema di uguaglianza economica è difficile avere più risorse “belliche” degli altri…le probabilità di vittoria sono praticamente nulle!

-chi vive inautenticamente per forza di cose si ritroverà solo in un mondo che coeso sta meglio di lui! Quindi FORSE l’esistenza inautentica basata sul dominio si rivelerà meno conveniente di quella autentica, e quindi darwinianamente destinata a sparire!

 

 

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