Critica al linguaggio

In questo articolo approfondiremo ulteriormente l’argomento del dominio incontrastato linguaggio sulla realtà (già trattato nel primo articolo di questa rubrica) contrapposto ad un credo più sano “materialismo” che a mio avviso andrebbe recuperato per combattere il relativismo tipico dell’epoca moderna (e delle filosofie postmoderne).

Bauman da un’accurata lettura di questo relativismo postmoderno nei suoi libri. Leggendo ad esempio “modernità liquida” la moderna “società liquida” è diversa dai sistemi “solidi” antichi perchè, come nei liquidi, i singoli “atomi” (=individui) sono legati fra loro solo da legami labili che si sfaldano e si ricompongono di continuo. Per “legami” Bauman intende non solo i legami parentali, di amicizia e di amore (pensiamo a quanto oggi con l’avvento del divorzio le famiglie si sfascino e come le amicizie sono più spesso che in passato fatte per convenienza) ma anche ad esempio i riferimenti morali (che non sono più “assoluti” come nel mondo antico), la dispersione delle persone nel mondo globalizzato e anche il consumismo (inteso come un attaccamento morboso ai beni ed ai desideri che si vogliono ottenere, che però spesso svanisce non appena tali obbiettivi sono raggiunti, se non prima, per muoversi alla ricerca di un altro obbiettivo fra la moltitudine disponibile; moltitudine impossibile da esplorare in una sola vita e anche per questo “disorientante”). Anche il capitale per Bauman non è più “fisso” (ad esempio legato a una grande industria che poggia a terra in uno Stato) ma è “liquido”… un “nomade” che si sposta liberamente da Stato a Stato alla ricerca delle condizioni economiche migliori (e del peggior sfruttamento dei lavoratori!) ricattando anche il potere degli Stati per ottenerle (avete presente tutti i vari “default economici” degli ultimi decenni?)

Bauman nei suoi testi critica quindi il potere sia come “struttura” (e quindi le filosofie strutturaliste come quella di Michel Foucault) sia il potere come “repressione”, in quanto la società moderna secondo lui non è repressa, ma anzi è indotta ad un eccesso di scelta (consumistica) fra un elenco infinito di beni ed obbiettivi (al contrario di come descritto dalla scuola di Francoforte, citando espressamente nel testo Herbert Marcuse).

La Guerra è Pace

Ho finito da poco la lettura di 1984 di George Orwell, uno dei testi criticati da Bauman, in quanto secondo lui anche il potere (ed il capitale) oggigiorno è “liquido”, cioè non identificabile in uno specifico partito, inoltre più che un “Grande Fratello” da cui cercare inutilmente di fuggire secondo Bauman oggigiorno esiste l’obbligo di esporsi il più possibile al mondo, la gente non crede di avere più bisogno di nascondere nulla, anzi mette tutto in piazza sui social!

Purtroppo nel 2013 un certo Edward Snowden ha mostrato al mondo quanto Bauman si sbagliava, svelando con le sue rilevalazioni l’enorme macchina di spionaggio di massa messa a punto negli USA dall’NSA. Nel suo libro “Errore di Sistema” parla inoltre di come la guerra stessa sia cambiata dopo l’11 Settembre e di come sia l’esercito americano sia le spie come lui erano molto spesso assoldate da compagnie private, in modo che gli USA possano muovere guerra al mondo senza rimetterci la faccia (vedi ad esempio quanto sta accadendo in Ucraina…ma questa un’altra storia).

Nel libro di Orwell “la Guerra è Pace” perchè le potenze di quel mondo non sono in guerra fra loro in realtà (tanto che cambiano continuamente alleanze) e nessuna può sopraffare le altre; il vero obbiettivo delle guerre in 1984 è tenere sotto scacco la popolazione con la paura e dissipare il surplus di risorse prodotto dall’industria avanzata, l’industria bellica infatti volutamente dissipa ogni risorsa a scapito di quella civile del mondo riducendo quindi i suoi abitanti alla fame, in modo da permettere alle elitès di continuare a dominare delle persone che altrimenti si rivolterebbero. Le elitès come i capitalisti di Bauman, ma con modalità diverse, hanno lo stesso obbiettivo: sono SuperUomini che cercano di avere sempre più potere ed è il potere in quanto tale il vero obbiettivo del partito, non i territori, i beni o i soldi! (vedremo questa filosofia in dettaglio in un prossimo articolo) La “Guerra è pace” perchè permette con la povertà che porta a tutte le elitès di tutte e 3 le potenze del libro di dominare e prosperare a scapito dei poveri!

Se ben ci pensiamo in modo simile anche nella nostra società “La Guerra è Pace”… sia in campo macropolitico che micropolitico (e forse più in micropolitica…). Se ben osserviamo la “società liquida” di Bauman…perchè è liquida!? Solo perchè non ci sono più punti fermi a cui aggrapparsi e alternative di piacere illimitate…oppure perchè gli uomini moderni, nel tentativo di avvicinarsi al “divino”, sono tutti uno contro l’altro per cercare di ergersi a SuperUomini in un mondo abbandonato da Dio!? (Per “divino” non intendo solo in senso religioso, ma soprattutto come possibilità di una vita “ideale” senza ostacoli basata sul possesso di più beni e servizi degli altri, che possono essere anche schiacciati se diventano un ostacolo per la propria “ascesa”).

La Libertà è Schiavitù

Nella “società liquida” ogni uomo è talmente libero da essere disorientato e non avere un chiaro schema di valori e obbiettivi nella sua esistenza… io tuttavia sono convinto che la società moderna, rispetto al passato, non si sia “liquefatta” quanto piuttosto sia “sublimata” direttamente allo stato di vapore! In fisica la sublimazione è quel passaggio di stato in cui un solido esposto a temperature molto più alte di quella di fusione diventa direttamente un gas senza passare dalla fase liquida.

La nostra società moderna a mio avviso è composta da individui talmente “caldi” a causa dell’impegno profuso nella corsa al ri-raggiungimento del “divino” perduto (Homo homini lupus diceva Hobbes), che lo stesso superuomo (come insegnato da Nietzsche) si eleva di fatto a nuovo Dio impersonato in se stesso (Leviatano?), e pertanto non esita in tale veste ad eliminare qualunque ostacolo sul suo cammino! (che sia una persona, una morale, ..qualunque cosa! Lui crede che sarà Dio, ne rimarrà soltanto uno, quindi può!)

..inutile dire che questo percorso consuminstico e capitalistico verso il divino è ovviamente inutile e dannoso visto il fatto che siamo fatti di materia finita ed imperfetta…ma chi vorrebbe ammettere la propria mortalità? (il prossimo articolo tratterà meglio questo aspetto della mia filosofia).

Uno dei “vantaggi” del vapore è il fatto che, se compresso, è molto utile per alimimentare delle macchine! Cosa quindi alla fine poi è questo “vapore” di individui “eccitati” se non il combustibile di una “macchina consumistica” che continuamente consuma e si consuma nel tentativo di “elevarsi” sopra la massa!? Cosa non è questa macchina se non un complicato congegno che unisce le persone “divise” organizzandole in una struttura utile per un certo fine? (che altro non è che il tentativo altrettanto infruttuoso di “divinizzazione” di un uomo più scaltro o fortunato, ovvero il capitalista?) Ed ecco quindi che se consideriamo la società come vapore invece che come liquido, la struttura descritta da Foucalt in “sorvegliare e punire”, ovvero la prigione con una torre centrale di sorveglianza, il panopticon, si svela per quel che è! Il panopticon di oggi è in modo inquietante molto simile a quanto descritto da Orwell in 1984 per il suo Grande Fratello, presente in ogni casa ed in ogni luogo tramite i suoi “teleschermi” che ti fissano sempre! (oggi sostituiti abilmente non solo dai cellulari e dai computer, ma anche da ogni elettrodomestico ormai collegato ad internet! Snowden su questo si è dilungato molto nella sua denuncia…ma cosa è cambiato!?)

I server dei social “centralizzati” oggigiorno sono le torri centrali di questi moderni panopticon che controllano le nostre vite! Questi sistemi oggi, grazie a specifiche Intelligenze Artificiali, meccaniche, non umane e severe, monitorano, sanzionano, decidono chi e cosa puoi vedere dell’immenso web… sono la macchina che liberandoci e annullando le distanze di fatto ci imprigiona! …forse non dovremmo liberarcene!? …magari tornando alla buone vecchie reti P2P!? Questo blog parla molto di ZeroNet in quanto permette di creare siti web proprio con queste caratteristiche! 🙂 … ah già! P2P=pirateria e criminali! (chissà come mai…) In un sistema decentralizzato inoltre le stesse Intelligenze Artificiali, se gestite da singoli utenti, potrebbero come già detto nell’articolo precedente rendere “distribuiti” anche i mezzi di produzione, portando eventualmente anche ad una vera anarchia marxista…ma senza passare per il governo “provvisorio” del partito, che inevitabilente nella storia è sempre decaduto a dittatura (il potere una volta acquisito rende schiave anche le anime più buone…). Forse una volta che internet ritorni come lo era in passato davvero “liberalizzato” potremmo “spogliarci” di tutte quelle mode, costumi, consumi, morale e regole che la società gerarchica (nascosta da “libertà di scelta consumistica”) ci impone dall’altro, permettendoci di dare davvero uno scopo alla nostra vita senza necessariamente soggiocare al gioco capitalista che oggigiorno ci governa in ogni nostra azione!

Forse, quanto tutto questo sarà realizzato, si potrà davvero parlare di “decentralizzazione” del potere come la intendeva Foucalt, allo stato attuale invece lo strutturalismo a mio avviso è solo un modo per nascondere il reale ordine gerarchico del potere nel mondo e per invertire il rapporto sovrastruttura (linguaggio)/struttura (economia) alla base del marxismo. A mio avviso è IMPENSABILE dire che il linguaggio possa da solo modificare il mondo senza che siano risolte le cause economiche del Male! (anzi..la sovrastruttura è sempre stata uno strumento di controllo delle classi dominanti.. si, questa è una provocazione! 😀 )

L’ignoranza è forza

Orwell nel suo romanzo-capolavoro racconta la storia di Winston Smith, un “dipendente” del partito che governa l’Oceania (la superpotenza in cui vive, che oggi include l’Inghilterra e Londra, ove è ambientato l’intero romanzo).

Smith lavora insiene ad altri dipendenti del partito esterno al Ministero della Verità. In 1984 i ministeri hanno nomi che esprimono il contrario della loro reale funzione: ll Ministero della Verità infatti ha come obbiettivo di gestire la censura dell’informazione, riscrivendo e cancellando tutti i vecchi documenti e facendone sparire tutte le copie originali, in modo che la “verità” che si possa rinvenire in giro sia solo quella voluta dal partito. (“Big Brother va amato” dice il principale antagonista nella stanza 101) Nel testo ad esempio il paese cambia continuamente il suo schieramento in guerra…e ogni volta Smith deve correggere il nome dell’avversario di turno in tutte le opere letterarie circolanti! (non vi ricorda qualcosa di molto “attuale” questo lavoro di “riscrittura” delle vecchie opere letterarie e di censura di quelle nuove?… a me si! …George Orwell ha previsto il futuro decenni fa?) Se leggere 1984 è già inquietante dalle prime righe per questo motivo… non vi preoccupate! Orwell va avanti!

Per essere sicuri che i vecchi documenti scritti in inglese col tempo diventino illeggibili da parte di tutta la popolazione un altro lavoro del MinVer è la creazione di una nuova lingua, il parlanuovo, che deve col tempo sostituire il vecchio inglese (parlavecchio).

Nel testo c’è un’intera appendice dedicata alla grammatica del parlanuovo, inoltre uno dei personaggi secondari del libro di nome Syme è uno dei migliori dipendenti del MinVer che si occupa della stesura dell’ultima edizione del dizionario di questo linguaggio. Syme in particolare decanta per tutto il tempo a Smith i grandi vantaggi del parlanuovo, dichiarando che il nuovo linguaggio col tempo sostituirà senza dubbio il parlavecchio, lingua obsoleta, anche perchè è estremamente più semplice! La cosa è ovviamente voluta dal partito, infatti il parlanuovo utilizza pochissimi termini rispetto all’inglese e presenta una grammatica molto semplice…fatta apposta per abituare la gente a non ragionare. Ecco qualche esempio:

  • bipensare: credere ad un concetto ed al suo contrario insieme, è la principale dote di un dipendente del MinVer (oltre che essere la morte di ogni pensiero logico e filosofico sensato)
  • parlaquaqua: “parlare come un’anatra” (cioè a caso). Questo è un termine particolare perchè è uno dei pochi che ha 2 significati diversi a seconda del soggetto a cui è rivolto Se rivolto a un nemico del partito è un’offesa..ma se rivolto ad un membro del partito è un complimento
  • reopensare: pensare a qualcosa di illegale per il partito. Tutto ciò che è illegale è bene che non sia esprimibile con parole specifiche, solo così può essere “dimenticato” e non si rischia di indurre la gente in tentazione… (vi ricorda qualcosa? mai usare la “N world”… 😀 ). Abbiamo già visto sopra i punti deboli di questo approccio
  • reosesso: come sopra, ma riferito alla libertà sessuale (repressa dal partito, il sesso serve solo per procreare ed i matrimoni sono spesso combinati dal partito). Questo è uno dei concetti in cui 1984 è forse più diverso dal mondo di oggi, come vedremo dopo in dettaglio.

Come vedete molti di questi termini “semplificati” sono spesso la combinazione di 2 termini del parlavecchio. Anche le regole grammaticali sono enormemente semplificate: per passare ad esempio da nome a verbo ed aggettivo corrispondenti allo stesso concetto (es. tempo, temporeggiare e temporaneamente) è sufficiente cambiare il suffisso della parola (bipensare diventa bipensiero se si vuole usare lo stesso concetto come nome anziche come verbo). Questa grammatica è fra l’altro molto simile a quella dell’Esperanto, una lingua artificiale davvero esistente che ha come obbiettivo unire tutto il mondo in un’ unica lingua comprensibile a tutti (e ach’essa da taluni accusata di non avere una “cultura” propria)

Un altro aspetto “inquietante” del parlanuovo pensando al mondo di oggi è la generale scomparsa nelle parole della distinzione fra maschile e femminile …non vi ricorda qualcosa!? Lo schwa (ə) …che obbiettivo ha!? Vuole davvero essere uno strumento per ottenere la parità di genere…o forse ha un fine più “sinistro”? (non “di sinistra” intendo… 😀 Oggi mi piace provocare! voglio uscire con le ossa rotte dopo questo articolo! 😀 )

Una delle prime femministe che ha proposto la modifica del linguaggio tanto in voga oggi per mandare avanti le proprie battaglie è stata Luce Irigaray. Nel suo libro “Speculum, dell’altro in quanto donna” infatti esprime le sue critiche alla filosofia “maschilista” di Freud e di Platone usando provocatoriamente sia suffissi maschili sia femminili ad ogni frase, asserendo al termine dell’opera che se la cosa dava fastidio era la dimostrazione che la lotta femminista passa anche per il linguaggio. Sebbene molte delle considerazioni fatte in questo testo dalla Irigaray possano a mio avviso in realtà essere condivisibili, è anche vero che tale opera per un non specialista come me è state di lettura davvero difficile e fastidiosa! Ad esempio è condivisibile che il complesso di castrazione scoperto da Freud venga inteso come un’ideologia sessista (ove la bambina sembra penalizzata anche dal punto di vista del piacere sessuale) così come la filosofia di Platone è notoriamente sessista, come tutta quella della grecia classica (anche se il paragone caverna=vagina forse è un po’ azzardato…). Quello che ho davvero odiato di questo testo non è tanto l’idea espressa quanto piuttosto proprio la modalità di espressione delle stesse che non è assolutamente adatta ad un neofita (trattando temi complessi ad esempio mi sarei aspettato che almeno le parole scritte in greco antico fossero tradotte in italiano… ed in generale l’uso troppo spinto dei due suffissi maschile e femminile, sebbene sia un espediente letterario originale, rende la lettura davvero poco scorrevole! piuttosto davvero avrei utilizzato lo schwa…magari spiegandone ad inizio testo il senso). Diciamo che se l’intento del testo è dimostrare che il linguaggio influenza il pensiero del lettore…beh a mio avviso ha fallito su tutta la linea! 😀 (magari la versione originale non dava questo effetto…tuttavia l’edizione italiana è stata davvero pesante da leggere)

Molti a questo punto avrebbero carta facile a controbattere la mia teoria che il linguaggio sia solo la sovrastruttura e che la vera lotta “femminista” (e non solo) per essere efficace dovrebbe invece tornare “alle origini” cercando invece la lotta contro i privilegi economici degli uomini. Potreste ad esempio dirmi che i tanto odiati stupri/femminicidi siano commessi anche da uomini indubbiamente “ricchi” economicamente e che quindi non avrebbero necessità di far del male ad una donna per risolvere i loro problemi…e avreste ragione se consideriamo la teoria marxista solo dal punto di vista economico; tuttavia un’altro grande filosofo del ‘900 ha fatto un gran lavoro unendo l’economia del denaro con quella “della libido”…quest’uomo si chiama Herbert Marcuse!

Vediamo quindi la filosofia di Herbert Marcuse. Nel suo capolavoro “Eros e Civiltà”, uno dei libri che più influenzò il pensiero del ’68, Marcuse fa una fusione del pensiero Marxista con la psicanalisi di Sigmund Freud. In questa “fusione” Marcuse descrive come il Capitalismo non controlla i proletari solo mediante il furto del plusvalore in denaro da questi generato (come Karl Marx descrive nè “Il capitale”) ma anche mediante un furto di “plusvalore di libido“. Ma come fa il capitalista ad accedere anche a questo “capitale” che non è di natura prettamente economica? Lo fa secondo Marcuse tramite la repressione della sessualità! Tramite la repressione infatti questa potente energia può essere “sublimata” (nella nostra “società vaporizzata” aggiungo io) in lavoro e consumismo utili ad alimentare ulteriormente la ricchezza del capitalista! (l’aspetto consumistico è in particolar modo criticato pesantemente ne “l’uomo a una dimensione”). Riprendendo quindi la “società liquida” di Bauman mediante quest’ultima considerazione insieme a quanto già detto si riscopre l’acqua calda… e cioè che il controllo del linguaggio, della morale e delle stesse strutture delle relazioni sociali effettuato medinte internet ed i mass media in genere ha come obbiettivo non la lotta di classe/femminista ma l’arricchimento dei capitalisti di turno! ..che proprio con la scusa del controllo del linguaggio può evitare non solo di prendersi le proprie responsabilità, ma può anche dirottare la lotta di classe verso cose come il fatto che sia giusto tenere qualche chilo di troppo e considerarsi comunque belle (non tanto ad esempio perchè gli interessi la disciminazione contro gli obesi.. quanto piuttosto per pubblicizzare la nuova di linea di abbigliamento curvy ovviamente associata a questa importante battaglia! 😀 ). ..ma forse, se ben cerchiamo proprio su internet, in siti che alcune femministe radicali vorrebero chiudere/censurare, potremmo scoprire che praticamente ogni corpo femminile è di fatto spesso esposto dalle donne stesse volutamente per ricevere “attenzioni” ed ammirato dagli uomini in modo potremmo dire quasi “democratico” ed indipendente da specifiche “categorie” fisiche imposte dal marketing! (l’ideologia censoria femminista del porno è nata decenni fa sulla scia di alcune componenti estremiste del femminismo, con tendenze misandriche, ispirate da filosofe come Andrea Dworkin e dal suo famoso saggio contro la pornografia, ritenuta al pari dello stupro). Ovviamente nessuno si chiede perchè donne e ragazze “normali” (non certo pornostar) come anche uomini, in una società “libera” come la nostra siano costrette a nascondere il volto per mostrare il proprio corpo nudo in pubblico! (forse le “scelte libere” in questa società liquida devono rispettare le leggi del mercato? forse il corpo nudo e la sessualità sono sconvenienti perchè la libido anche oggi deve necessariamente essere sublimata in qualcosa di “redditizio”? Puoi “scegliere”…ma solo fra le innuverevoli “alternative”che decidiamo noi!) Forse “spogliandoci” non tanto dai vestiti quanto piutosto da mode, algoritmi ed ideologie consumistiche assurde potremmo accorgerci che tutti siamo degni di attenzione e che quindi il consumismo al fine di ottenere l’attezione ed il piacere dagli altri è totalmente inutile?

Marcuse quindi dimostra come il capitalismo possa pilotare anche il raggiungimento del piacere dell’uomo, e lo fa citando l’importante opera di Freud “Al di là del principio del piacere” in cui il padre della psicoanalisi descrive come oltre al principio del piacere (che viene adattato ai limiti del mondo, anche imposti dal capitalismo come detto sopra, in principio di realtà) esista anche un principio di Morte (o principio del Nirvana) che porta l’uomo a ragiungere la quiete in una vita caratterizzata da un infinito sforzo per mantenere l’omeostasi fisica e psichica. Il principio di piacere può quindi essere più correttamente visto come la ricerca da parte dell’uomo di una vita senza disturbi (=piacere), quindi senza necessità di agire, e quindi di fatto il piacere “estremo” risulta dall’appagamento di ogni bisogno che porta all’immobilità ( e quindi alla morte, l’obbiettivo dell’uomo è la morte!). Alla luce di queste considerazioni cosa possiamo quindi dire circa crimini come gli stupri o i femminicidi? Forse non sono altro che un tentativo sbagliato di raggiungere l’omeostasi psichica da parte di un Io debole? Un modo insomma per non affrontare i problemi della vita scaricandoli su una “stampella” costituita da un’altra persona? (in modo da raggiungere il piacere/pace eterna? Quando questo obbiettivo non può essere raggiunto “pacificamente” qualcuno ricorre alla violenza) Potremmo quindi vedere questi crimini come un segno di scompenso di un Io non abituato a vivere autonomamente….ed in questo meccanismo criminale che ruolo ha il capitalismo che “drena” libido dall’Io per i suoi fini!?

In maniera simile un’altro filosofo della scuola di Francoforte (che era anche un musicista: Theodor Adorno) ha ipotizzato come l’industria culturale sia al servizio del capitalismo, rimarcando anche lui il “giusto” rapporto fra struttura e sovrastruttura anche nell’ambito della cultura! (devo ancora leggere le sue opere…ma sono già convinto che mi fornirà molti spunti di riflessione sia per quanto riguarda la tutela del copyright ed il suo significato sia come questo filosofo possa essere rivalutato oggi per discutere di artisti underground, creazione di contenuti vs semplice consumo di questi, pirateria e monopolio SIAE et similia).

Conclusioni

Forse dovremmo “desublimare” questa società. Forse dovremmo “rompere” questa macchina infernale che ci sfrutta! Se mai un giorno la società vaporizzata verrà liberata dal panopticon che la tiene calda e compressa…quel giorno il vapore brinerà in un mare di bellissimi cristalli, ove ogni atomo, ogni vertice di questo giardino, risplenderà della propria luce ed acquisirà un proprio senso/posto nel mondo! 🙂

(il brinamento in fisica è il processo opposto della sublimazione solido->gas, dallo stato gassoso si passa direttamente allo stato solido senza passaggio per una fase liquida. Il fenomeno più conosciuto di questo tipo è la brina invernale che si forma quando il vapore d’acqua dell’aria entra a contatto con superfici molto fredde)