Zizek è l’ultimo filosofo che intendo discutere per completare il mio prossimo libro dal titolo “psicologia e metafisica” e nel farlo mi sono guardato varie sue interviste e critiche a lui rivolte su youtube oltre a leggermi il libro “psicoanaluisi e mondo contemporaneo- conversazioni con Zizek” redatto assieme a Glyn Daly dato che mi sembrava dai tanti suoi testi quello più sintetico e più aderente alla tematica che sto trattando.
Sinceramente non sono sicuro di aver fatto la scelta giusta, anche a causa delle varie teorie in parte contraddittorie che ho sentito su questo filosofo, tuttavia proverò qui a rissumere il suo punto di vista e poi a criticarlo, per quello che ne ho capito.
Le cinque interviste a Zizek
Il libro citato sopra è costituito da cinque interviste che Glyn Daly rivolge a Zizek con l’obbiettivo di riasumergli la sua filosofia.
Per farne un’estrema sintesi possiamo riassumere la filosofia di Zizek come una fusione di Marxismo, psicoanalisi lacaniana ed Hegelismo che mira ad una profonda critica della società contemporanea e in particolare delle formazioni politiche appartenenti alla Sinistra Liberale in Occidente figlie ideologicamente della Scuola di Francoforte; tuttavia se sostituiamo Lacan a Freud è impossibile non notare come nei fatti la filosofia di Marcuse e quella di Zizek siano simili e spesso sovrapponibili, ma da cosa deriva allora questo “odio” di Zizek verso Marcuse? Da quel che ho dedotto i motivi sono due:
- l’ideologia “libertaria” di Marcuse è stata fatta propria dalle Destre (questo in accordo anche con Fusaro, Pasolini… e anche lo stesso Marcuse nella sua opera successiva “l’Uomo a Una Dimensione“)
- odio personale verso gli esponenti francofortesi e marxisti ortodossi che erano i cattedratici in Slovenia poco prima della caduta dell’URSS e che gli avevano negato la cattedra universitaria, mentre invece i francesi lacaniani lo appioggiarono e gli fecero addirittura fondare una Società filosofica in Slovenia solo per fargli pubblicare le sue opere e che di fatto, come ammette lui stesso, non serviva a null’altro (questo sinceramente ricorda la mia storia personale perchè nche io avevo avuto un’ idea simile…poi ho scoperto inattuabile se nessuno mi appoggia! 😀 )
Detto ciò Zizek in altri punti mi è sembrato ancora più controverso così da avere difficoltà a inquadrarlo ideologicamente (ho chiesto anche delucidazioni a filosofi decisamente più “esperti” di me come Francesco D’Isa ed Erika Ranfoni e mi sembra di capire che anche loro hanno allargato le braccia…):
- nel finale della prima intervista Daly gli chiede che libri si porterebbe in vacanza se andasse in un’isola deserta e lui risponde con uno di quelli scritti da Ayn Rand (filosofa di estrema destra iperliberista) e alcuni saggi scritti da tedeschi nazisti… tuttavia dato che questo filosofo è noto per prendere in giro alcuni dei suoi interlocutori non mi stupirei se questa fosse una delle sue sparate. Altra alternativa possibile potrebbe essere che intendeva approfondire il pensiero di questi pensatori contrari di fatto alla sua filosofia.
- Zizek fa critiche molto severe ed a tratti “estreme” sia nel libro sia in molte sue interviste al moderno “femmminismo woke” che accusa da un lato di appoggiare battaglie “libertarie” che interessano solo le donne “ricche” (come quelle a favore degli omosessuali il cui obbiettivo è appoggiare apertamente la componente più “di destra” e libertaria del pensiero di Marcuse) a scapito delle “vere” battaglie di lotta al capitalismo che dovrebbero invece unire uomini e donne e non favorirne la divisione ideologica. In particolare già in questo testo del 2006 criticava le “battaglie” contro le “molestie sessuali”, ove secondo Zizek l’obbiettivo del femminismo woke è usare la paura per distanziare gli uomini dalle donne dagli uomini, ipervalutando la figura della “donna in carriera indipendente ed egoista” e di fatto quindi costituendo un pensiero moralista, repressivo della sessualità e basato sul “dividi et impera” a favore dei capitalisti. A ben vedere questa ideologia oggigiorno è condivisa dagli incel di destra ma anche da parte femministe più “vecchio stampo” e distanti dal pensiero più radicale come quello espresso da filosofe come la Dworkin. A mio avviso forse questa linea di pensiero è un po’ estrema (le molestie esistono ed è giusto che vadano condannate) tuttavia ritengo anche io che tale attenzionne nei loro confronti sia eccessiva e volta a sviare dai veri problemi attuali della società (come avevo già scritto in Amore Anormale).
- In un intervista che ho trovato su youtube Zizek parla di Trump e di come ad esempio l’Assalto a Capitol Hill sia di fatto l’apice dell’appropriazione della rivolta “rivoluzionaria” delle “masse bianche” contro i “poteri forti” ed i “nuovi poveri immigrati” che le penalizzano. In questo Zizek dimostra come Trump ha successo perchè al contrario della sinistra liberale ha avuto il coraggio di fare davvero la rivolta contro il sistema. Ovviamente tale “rivolta” è fittizia e volta ad ottenere il potere in modo che poi le destre possano distruggere ancora di più il Welfare State e dividere ulteriormente i poveri fra di loro. Partendo da questo Zizek ribadisce come la Sinistra vada rifondata del tutto con l’obbiettivo di riunire i poveri contro i richi evitando di lasciare la “lotta di classe” in mano alla Destre. Zizek non ha infatti remore a definire le Sinistre Liberali attuali dei movimenti conservatori…e aggiungo io che anche i Socialisti hanno avuto un ruolo simile in Italia prima della nascita del Fascismo con cui spesso sono stati conniventi (lo stesso Mussolini era un socialista massimalista in origine) come ben descritto da Gramsci nei suoi articoli di giornale prima di venir arrestato (di cui un giorno parlerò). Può essere quindi ancora fattibile l’unione rivoluzionaria dei poveri? L’unione di nativi ed immigrati ipotizzata da Zizek? e Marcuse può essere davvero lasciato alle spalle?
Giudizio finale
Zizek è un filosofo in apparenza controverso, tuttavia esprime a mio avviso quello che dovrebbe essere il vero pensiero “di Sinistra” al giorno d’oggi (sebbene con forse alcuni eccessivi estremismi).
Tuttavia non mi trovo assolutamente d’accordo con il suo “odio” solo apparente per Marcuse (che ormai sembra il mantra di tutte le filosofie di sinistra postmoderne “moraleggianti”, dimostrando a mio avviso una sua profonda incomprensione interiorizzata), anzi credo che il suo sostituire il “bizantinismo lacaniano” a Freud sia solo frutto di suoi passati dissapori personali con gli accademici della vecchia URSS in Slovenia e della sua successiva formazione in Francia. A mio avviso non è necessario che la lotta di classe sia alternativa a una “vera” liberazione sessuale (ovvero non quella propagandata dal femminismo woke di destra) anzi a mio avviso una vera lotta di classe non può non tenere conto dell’egoismo e del Male insito nella specie umana, oltre che della Metafisica che questi articoli integrano con la psicologia.
“Perchè la rivoluzione è fallita?“ Questa domanda a mio avviso ha sempre ricevuto risposte sbagliate nella linguistica. quando invece bisognerebbe guardare alla vera Natura dell’Essere che i francofortesi ed Heidegger avevano però solo abbozzato e da li forse dedurre perchè esiste il Male (in ognuno di noi) che a livello macropolitico si manifesta oggi nel Capitalismo. Se il male è “mancanza di Essere”/Distanza da Dio per citare S. Agostino forse è necessaria non solo una nuova Scolastica della Cura per ritornare ad una “completezza” che superi l’ateismo ed il nichilismo successivi al fallimento della Scienza e delle filosofie positiviste (cosa che ho provato a descrivere in questi articoli) ma anche uno studio completo del Male in se. Quindi… dove pensavo filosoficamente e psicologicamente di aver finalmente raggiunto la “meta” con quest’opera…mi sono reso conto di essere in realtà solo all’inizio di un nuovo viaggio (finito un libro… mi sa che ne servirà un’altro!). Ora che ho terminato di analizzare la struttura dell’ Essere non mi resta che indagare il Non essere!