Dopo la pubblicazione del mio ultimo articolo mi sono state rivolte parecchie critiche, attribuendomi o un presunto “estremismo” (di destra o di sinistra a seconda della fonte della critica) o dicendo che comunque non è assolutamente chiaro quale fosse la mia idea politica. Qualcuno ha capito il mio ideale, tuttavia questo nuovo articolo ha proprio come obbiettivo dirimere questi dubbi per chi fosse interessato. Stavolta invece di limitarmi a criticare l’esistente riassumerò la mia idea “utopica” su come potrebbe evolvere il mondo in futuro, idea che può essere desunta in realtà da tutti gli scritti pubblicati finora. In questo articolo non farò tante citazioni a bibliografia specialistica proprio per rendere la lettura agevole.
Il primo punto che si desume da questo blog è la mia piena adesione al concetto di decentralizzazione della rete internet. Internet, per farla semplice, può essere divisa in fornitori di servizi (provider, stati sovrani, gestori di siti web e social network) ed in consumatori (i singoli utenti che scaricano, visualizzano o pubblicano contenuti). I fornitori posseggono l’infrastruttura hardware su cui viaggiano le informazioni della rete (cavi e supercomputer che gestiscono tutto, i cosiddetti server), mentre i PC o telefoni dei singoli utenti sono detti client.
La struttura della rete internet quindi, per quanto in apparenza sembri “partecipativa dal basso” in realtà è controllata da chi possiede l’hardware su cui viaggiano tutte le informazioni(e che quindi può anche filtrare… e questo non avviene solo in Cina come ho illustrato in AI-opticon). Le informazioni sono sempre controllate da chi possiede i server, tuttavia nei primi anni ’90 – inizio degli anni 2000 le connessioni internet erano molto lente e questo rese necessario un uso “creativo” di tutte le risorse disponibili ove fosse necessario trasferire rapidamente grosse quantità di dati. La “soluzione” a questo problema venne dalla stessa industria informatica ed era le reti P2P (ovvero Peer to Peer, nodo a nodo). Queste reti, per permettere una rapida condivisione dei dati, utilizzavano la somma di singole connessioni internet domestiche poco performanti con l’obbiettivo di creare un solo flusso di informazioni a banda larga. Ovviamente per fare in modo che i singoli PC domestici potessero agire come un unico server tutti i nodi della rete (ovvero i singoli computer domestici, così chiamati nelle reti P2P) devono avere una copia completa del file da spedire…se questo aveva risolto il problema della velocità delle connessioni però aveva portato ad un grave effetto collaterale per l’industria che aveva perso la proprietà dei dati condivisi che non potevano più essere riservati e sotto il loro controllo! La pirateria infatti in quegli anni divenne un grosso problema per l’industria dell’intrattenimento e culturale, e non solo perchè sottraeva guadagni, ma anche perchè le reti P2P permettevano davvero a chiunque fosse meritevole di condividere le proprie opere senza passare dai gatekeeper/censori del copyright come le case discografiche o la SIAE! Senza questi “filtri” infatti i tanti “altolocati” e politici hanno iniziato a tremare… hanno davvero temuto di perdere il controllo del flusso di informazioni fruito dal grande pubblico che ora non si limitava solo alla condivisione di opere pirata ma anche e soprattutto stava accadendo l’impensabile, ovvero che tanti musicisti e artisti emergenti ora potevano farsi notare anche fuori dai vincoli politici che controllavano l’industria culturale! I primi anni 2000 infatti oltre che gli anni dei pirati su reti P2P furono gli anni di Wikipedia, della condivisione di file e risorse hardware (pensate a progetti come SETI@home), dei forum gestiti da piccoli privati fuori dal controllo statale diretto, delle licenze Creative Commons (e di siti come Jamendo che le sfruttavano, con musicisti emergenti che facevano milioni di ascolti in barba alle Major discografiche), del Software Libero (con Firefox in vetta ai browser web e Ubuntu che arrivò al 3% di marketshare dopo il flop di Windows Vista e l’ascesa dei Mac, che usano anch’essi come base un sistema open source chiamato Darwin)… in sostanza tutta questa “libertà di espressione” fece probabilmente molta più paura dei pirati che condividevano le canzoni ultime hit del momento (anche se nessuno lo ammetteva, usando solo i pirati come spauracchio)… si doveva quindi trovare una soluzione e ciò avvenne mediante 2 innovazioni tecnologiche:
- l’avvento di connessioni internet a banda larga (che rendeva inutili le reti P2P per il trasferimento di grosse quantità di dati, che ora potevano passare fra pochi computer e rese quindi di nuovo controllabili)
- La nascita dei social network e dei siti di streaming (i primi permettevano di centralizzare il controllo delle informazioni e di identificare le persone con il nome reale rendendole ricattabili, mentre i secondi sono più performanti in reti centralizzate, solo con le reti in fibra di oggi e con sistemi come webtorrent lo streaming P2P è tornato concorrenziale con quello server-based)
Sistemi come le criptovalute (es. Bitcoin) sono poi nati per impedire inizialmente lo spam nelle reti P2P (per scaricare o caricare contenuti nelle blockchain devi pagare) e poi sono diventati vere e proprie monete parallele a quelle di corso legale, mentre pochi altri progetti (Osiris Serverless Portal System, Freenet e ZeroNet fra tutti) hanno avuto come obbiettivo di estendere ai siti web quello che era stato fatto con successo per la condivisione di files, rendendo anche questi decentralizzati e non controllabili da nessuno… purtroppo all’avvento di questi sistemi l’interesse per le reti P2P era già scemato ed oggi il loro sviluppo è lentissimo o fermo, anche perchè sono sistemi che non portano soldi direttamente, ma solo libertà)
Le reti P2P e le criptovalute (che invece portano soldi e pure tanti a chi le sa commerciare…facendo perdere capitali agli altri) sono le invenzioni “di punta” degli anarcocapitalisti, che infatti si sono presto resi conto dell’errore di rendere le reti P2P libere e di fatto senza copyright implementandone una “moneta” all’interno per permetterne l’utilizzo (in modo da poter monetizzare sui contenuti condivisi e riportarli sotto il controllo dei più ricchi, come ad esempio avviene con gli NFT)…peccato che i buoi intanto erano già scappati e oggi quasi nessuno opta per i cryptohosting (reti P2P collegate a criptovalute) quando hanno a disposizione le reti torrent e kad!
I sostanza la più grande invenzione del web anarcocapitalista ironicamente si è trasformata nel loro peggiore incubo collettivista mediate la legge del contrappasso! Motivo per cui oggi le reti P2P e tutto ciò che è fuori dai social (o dal controllo statale) è criminalizzato come deep/dark web fonte solo di crimine/fake news! (non verificate da “esperti”… scelti ovviamente dal “Sistema”)
Oltre alle reti P2P un’ altra invenzione degli (anarco)capitalisti che sicuramente cambierà la storia è L’intelligenza Artificiale (AI), che è nata con l’obbiettivo di abbassare il costo del lavoro e creare nuovi schiavi sotto il controllo delle macchine AI stesse, a loro volta comandate dai capitalisti…peccato che anche qui la legge del contrappasso ha agito contro questi parassiti in modo inesorabile! Come Prometeo infatti diede il fuco degli Dei agli uomini (e per questo venne punito) tanti sviluppatori AI stufi dei vincoli imposti dagli Stati (o semplicemente con l’obbiettivo di fare fortuna e/o vendicarsi dei torti subiti) rilasciarono le AI stesse ed i loro codici al mondo, rendendole di fatto in mano a chiunque avesse anche un PC in molti casi di fascia media. In questo modo a progetti come ChatGPT o DALL-E si sono affiancati una pletora di progetti AI open source o comunque non in mano ai soliti noti, spesso addirittura più performanti degli originali! …ovviamente anche in questo caso una volta che gli (anarco)capitalisti si sono resi conto che i buoi erano di nuovo scappati capirono che è necessario prendere provvedimenti per evitare non solo di perdere soldi ma anche che chiunque grazie alle AI possa diventare proprietario dei mezzi di produzione! (Realizzando la profezia di Marx e Bakunin in un modo impensabile anche per questi filosofi del 1800!) Anche senza un’AI “forte” già solo con i programmi attuali oggi è possibile creare testi, consulenti quasi-umani per ogni disciplina, contenuti audio/video o anche progetti industriali! Grazie alle AI attuali già oggi l’industria culturale borghese è in pericolo mortale! …e se alle AI si uniscono i biohacker (in grado di realizzare biomateriali ipertecnologici e fonti di energia con solo aria ed acqua) e l’open source hardware tutta l’industria rischia di venir soppiantata da un tecnoanarchismo collettivista che usa le reti P2P per progredire tecnologicamente a velocità multiple rispetto al capitalismo!
L’unica soluzione che rimane al capitalismo per preservarsi è quindi una sola: ILLEGALIZZARE LE AI FUORI DAL CONTROLLO DELLO STATO E DELLE GRANDI AZIENDE! E questo sta venendo fatto in 2 modi: medianti leggi ad hoc a tutela dell”etica AI” (vedasi ad esempio l’AI Act europeo) che in realtà fanno in modo che solo le grosse aziende possano investire ingenti capitali per rispettare tali norme o per operare in settori “critici” (sanità, servizi essenziali, ecc…) oppure medianti leggi formalmente “per la tutela della privacy” ma che in realtà servono ad impedire l’utilizzo dei database di fatto pubblici o comunque a disposizione di piccoli gruppi di ricerca ed imprenditori, rendendo liberi di agire solo i grossi attori statali/industriali (si veda i DANNI ENORMI ad esempio fatti dal GDPR nel campo degli studi medici retrospettivi). Per tale motivo le AI “libere” vengono quindi associate dai potenti a pericoli come fake news, truffe elettorali, deepfake, ecc… (che probabilmente sarebbero contrastabili tecnologicamente utilizzando le AI stesse senza la necessità di creare dittature del pensiero unico! Quanto illustrato in questo articolo vale per tutta l’industria culturale e non solo per il caso in specie citato).
Una volta ottenuta la “parità economica” in questa società tecnoanarchica futuristica rimarrebbe comunque il problema del male metafisico della morte e dei limiti umani che oggi la tecnica tenta fallendo di curare illudendo l’uomo di poter essere Dio (pagando o ottenendo prestigio!) in questa società postmoderna. Il passo successivo quindi alla liberazione dal capitalismo sarà il “ritorno” dell’Essere Autentico, questo sarà demandato alla filosofia Oltremoderna che ha come base metafisica per superare la paura della morte la Scolastica della Cura. Nei prossimi articoli di filosofia pertanto approfondirò i rapporti fra filosofia, psicologia e tecnica. (che oggi i filosofi di sinistra demonizzano in quanto espressione del capitalismo… ma ciò sarà altrettanto vero in futuro?)
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