Un po’ di tempo fa alcune persone, dopo la lettura degli articoli che ho scritto su questo blog, mi hanno “caldamente consigliato per non avere problemi” di non scrivere articoli che parlino di politica e di limitarmi solo ai testi che parlano di medicina, unica materia su cui ho un po’ di competenza dato che di politica secondo queste persone non capisco nulla.
Dato anche che, a seconda dei soggetti, sono stato accusato di essere sia un estremista di destra sia un estremista di sinistra e dato che credo sia un diritto sacrosanto in ogni democrazia poter esprimere un’opinione senza aver paura di “ritorsioni”, ho quindi deciso di provare a scrivere un testo di chiarimento, criticando assieme sia un testo scritto da un autore che ritengo “estremista di Destra” (Il mondo al contrario di Roberto Vannacci) sia un testo scritto da un'”estremista di Sinistra woke” (Stai Zitta di Michela Murgia), con lo scopo di mostrarvi che non mi identifico nè in una nè nell’altra visione del mondo e anzi ritengo ADDIRITTURA che questi due autori, nella loro (strumentale) opposizione hanno anche dei punti in comune che meritano di essere criticati! Proverò poi a dare un’idea di quello che è il mio personalissimo punto di vista,dato che probabilmente per molti non è chiaro dagli articoli precedenti (è davvero così difficile ammettere che esistono ideali non necessariamente ascrivibili in tutto a uno dei “due schieramenti”? o comunque pensare che possiamo avere idee solo nostre e non per questo necessariamente essere tacciati per “ignoranti”?)
Roberto Vannacci
“Il mondo al contrario” è un testo che gli “avversari” di Vannacci consigliano di non leggere perchè pieno di “stupidaggini” (se non di offese ai limiti del razzismo). Personalmente ritengo che, anche se queste affermazioni corrispondano al vero, il testo di Vannacci merita di essere letto anche e soprattutto dagli elettori “di sinistra” proprio perchè potrebbe permettere di capire il motivo per cui la gente vota personaggi come lui, esattamente come il Mein Kampf di Hitler (che un giorno conto di leggere) può spiegare non solo cosa girava nella testa del dittatore tedesco, ma anche cosa ha spinto la popolazione della Repubblica di Weimar a seguirlo. Ribadisco ANCORA UNA VOLTA che leggere o acquistare un testo di un autore non significa necessariamente condividerne le opinioni, ma anzi a mio avviso è segno di maturità mentale e di capacità di confrontarsi con il “diverso” e con quella che di fatto è la nostra Ombra per chiamarla con il nome che le diede Jung.
Il Mondo al Contrario è a mio avviso dal punto di vista della scrittura divisibile in due parti, che leggendole sembrano quasi fatte da due autori diversi per il loro stile. La “prima parte” del libro comprende i capitoli dedicati all’ecologia ed alle fonti di energia, mentre la seconda include la parte restante del testo ove parla di famiglia, LGBT+, casa, legittima difesa,… Quello che distingue in maniera abbastanza netta questi due tronconi dell’opera è la differente ricchezza in fonti bibliografiche: nella parte dedicata all’ambientalismo infatti le opinioni espresse sono riccamente corredate da fonti, anche estremamente dettagliate (in maniera simile si vede anche a fine libro sull’analogo capitolo riguardante le città, che riprende i primi due) mentre il resto… sembra la trascrizione di una serie di “chiacchiere da bar” e le fonti citate o sono scarsissime o riferite ad eventi molto recenti come articoli di giornale o trasmissioni televisive. Questa differente ricchezza di fonti ovviamente si ripercuote anche sulla qualità del testo: nella parte dedicata all’ecologia infatti Vannacci, con gran sorpresa devo dire, non nega il cambiamento climatico indotto dall’uomo ed anzi lo considera una catastrofe che incombe sull’umanità (le catastrofi ecologiche legate ai cambiamenti climatici del passato sono state anch’esse catastrofi anche se naturali!) al pari delle guerre per l’energia (riferimento all’odierno conflitto Russo-Ucraino e non solo) che possono mandare in malora la nostra economia. Da perito ambientale e medico nucleare quale sono non posso che alla fin fine concordare con quest’analisi complessiva e con l’idea che è stato un errore madornale illegalizzare le centrali nucleari in Italia per poi permettere a francesi e sloveni di costruirle lungo i nostri confini (per rifornire noi) togliendo all’Italia guadagni e posti di lavoro, oltre a renderci dipendenti dal gas di Putin. Sono in definitiva assolutamente d’accordo con Vannacci quando sostiene che le fonti di energia devono essere il più diversificate possibili (includendo ANCHE il nucleare assieme alle rinnovabili) proprio per rimanere resilienti in seguito a carestie e guerre, eliminando ogni “ideologia ecologista” senza fonti a suo sostegno (il solare e l’eolico è vero che non inquinano in loco, ma purificare il silicio usato per creare i pannelli ha un costo energetico FOLLE e le turbine delle pale eoliche sono fatte di terre rare prodotte soprattutto in Cina con costi ambientali enormi!). Analogo discorso vale per i veicoli ed il riscaldamento domestico. Le emissioni di gas inquinanti da traffico veicolare infatti (al contrario di quanto dice Vannacci) impattano molto sulle emissioni totali delle nostre città, tuttavia è impensabile arrivare a città green senza l’implementazione diffusa dello smart working e di una rete di trasporto pubblico efficiente ed elettrificata (i pullman a motore termico sono fra i mezzi più inquinanti) da creare prima di obbligare la gente ad usare monopattini sotto la pioggia o a smaltire le vecchie auto con norme restrittive e ZTL (che in realtà sono vendute nel terzo mondo, ove continuano ad inquinare!) L’elettrico infatti è una tecnologia ancora troppo acerba per il trasporto privato e pertanto ha dei costi di manutenzione talmente alti che solo i ricchi potranno permetterselo! Questo dato, unito ad affitti sempre più cari ed alle norme sull’edilizia sempre più restrittive in campo ambientale (che obbligano a restauri costosi per rendere abitabili le case, obbligando i piccoli proprietari a vendere a basso costo a privati ricchi che restaurando poi aumentano i prezzi), sta avendo come obbiettivo lo spopolamento delle città che diventano dei nuclei green elitari piene o di turisti che pagano a peso d’oro gli affitti dei vari AirBnB e Booking.com o di ricconi che ora possono godersi uno spazio esclusivo ed “ecologico” rilegando i ceti medi e bassi alle periferie dell’hinterland con meno servizi (che però continuano a pagare). Purtroppo, in accordo con Vannacci, senza un piano serio di investimenti anche con base pubblica (ad esempio per i trasporti) e con la necessità paradossale di inquinare di più sarà impossibile poter sviluppare le tecnologie necessarie a una vera “transizione verde”, svelando come spesso queste misure da “green economy” altro non sono che un modo per chi è già ricco di arricchirsi ancora di più e creare “zone esclusive” green a scapito dei poveri che verranno sempre più relegati in ghetti fatiscenti e affollati.
Al netto di queste considerazioni fatte per la prima parte del libro le “lodi” sono invece decisamente non presenti nella seconda, ove Vannacci, senza citare alcuna prova delle sue affermazioni , si impegola a parlare di altri argomenti complessi come se fosse al bar e dimostrando a mio avviso di capirci poco (cosa che porta a chiedersi quasi se le due parti del libro sono state scritte dalla stessa persona!). Ecco alcuni esempi particolarmente eclatanti:
- nel capitolo sulla legittima difesa sostiene che la difesa è sempre legittima facendo vari esempi; in uno di questi, da buon militare, riferisce che non deve essere punibile una persona che uccide un rapinatore in strada che lo minaccia con un coltello se la vittima riesce a prendere una penna dal taschino della sua giacca e piantagliela nel collo… peccato che in ogni corso di autodifesa per laici insegnano che la prima cosa da fare in caso di rapina e dare al malvivente quello che vuole, la seconda è scappare e solo la terza è reagire (e solo nei casi in cui non si possa fuggire o siano minacciati dei soggetti vulnerabili per difenderli)… e questo non perchè si corre il rischio di essere arrestati… ma perchè facendo manovre come quelle descritte da Vannacci il rischio di lasciarci le penne se qualcosa va storto è altissimo! Ed è per questo che devono essere fatte da professionisti!… e comunque neanche a loro piace trovarsi a fronteggiare qualcuno anche solo con una lametta da barba in mano perchè e’ PRATICAMENTE SICURO che o ti fai (molto) male o comunque finisci indagato se si fa male la controparte! Per tali ragioni, e perchè Vannacci stesso è un militare che dovrebbe sapere bene queste cose, ritengo queste affermazioni molto pericolose!
- Quando parla di diritti LGBT+ Vannacci dice che loro non sono la “normalità” guardando la statistica, ove afferma che il 3 e passa per cento della popolazione che include le persone LGBT+ sono individui troppo lontani dalla media e quindi “diversi” e “non normali” (e per tale ragioni non meritevoli di diritti come quello di famiglia, che sono esclusivi dei “normali” della gaussiana). Peccato che sia la storia umana sia la scienza medica la pensino diversamente! Se avesse letto i testi di Foucault o quelli di Engels, o uno dei millantamila articoli scientifici sull’argomento infatti scoprirebbe che il suo concetto di “famiglia tradizionale normale” è assolutamente sbagliato! Da un lato la storia infatti dimostra come la “famiglia tradizionale patriarcale” non sia esistita da sempre ma anzi sia un invenzione recente nella storia umana (si veda il mio articolo Amore Anormale) e soprattutto l’omosessualità, al contrario di quanto detto da Vannacci, è sempre stata presente e non è stata tollerata solo in condizioni di “emergenza”. Inoltre il concetto di “normalità” in medicina non è definito dalla statistica di popolazione ma dall’output di salute correlato ad un certo parametro ed in questo l’esempio dei livelli di colesterolo è lampante! (il limite odierno di colesterolo totale a 200 mg/dl è infatti molto inferiore al valore medio della popolazione ma si è visto essere quello protettivo per il rischio cardiovascolare e perciò è quello raccomandato dai medici!). Unica parte condivisibile di Vannacci in questo capitolo è quando afferma che i disturbi di identità di genere devono essere definiti “patologie”…perchè in effetti lo sono in barba alla logica woke! (cosa che peraltro sostenevano anche i medici prima dell’ondata odierna di cancel culture… se richiedi un intervento chirurgico o una terapia ormonale per stare bene puoi definirti “sano”?) Sono fermamente convinto infatti che derubricare il disturbo di identità di genere ad “opinione del paziente” sia deleterio anche per i pazienti stessi che proprio per questo vengono scambiati per “viziati” e questi trattamenti per “chirurgia estetica” confondendo un paziente che sta male con una donna che vuole rifarsi le tette! (faccio notare come con questa “scusa” il privato, per chi paga, sia sempre disposto a garantire questi servizi il cui accesso grazie a queste idee diventa invece difficile tramite il Servizio Sanitario Nazionale!) . Siamo davvero sicuri che l’ideologia woke difenda i pazienti e non il “lucro LGBT+ positive”?
- E, dulcis in fundo, ovviamente Vannacci supporta a pieno l’idea iperliberista che le tasse siano il male in terra e che non tassando i ricchi questi possano godere di più ricchezza, che in virtù della loro “bontà”, ridistribuiranno ai poveri decidendo di dargli più lavoro in Italia invece di trasferirsi all’estero… se davvero fosse così il generale o chi per lui allora mi spiegherà come mai i paesi africani o L’India non siano dei poli di ricchezza diffusa pieni di benessere visto che è in questi paesi che i capitalisti investono di più…
Tuttavia la più grande sorpresa Vannacci me l’ha regalata nel capitolo sulla famiglia ove afferma che nella “famiglia tradizionale” un genitore non deve lavorare ma deve orgogliosamente poter dichiarare che dedica tutto il suo tempo alla cura della prole come se fosse un lavoro..,e che tale lavoro deve essere stipendiato! Vannacci specifica nel testo se tale “genitore babysitter” può essere indifferentemente sia l’uomo sia la donna della famiglia (ed in effetti personalmente conosco tanti padri e tante madri che rinunciano o rinuncerebbero al lavoro se potessero stare con i figli venendo pagati per questo “lavoro” senza la necessità di lavorare per conto terzi)… tuttavia il generale mi dovrebbe anche spiegare dove pensa di prendere i soldi per pagare questi “genitori a tempo pieno” dato che vuole di fatto portare le tasse al minimo! Siamo di fronte ad un “cortocircuito” nel suo cervello? (o forse più semplicemente ad una fallacia logica creata pur sostenere la sua idea assurda…)
Michela Murgia
Il libro “Stai zitta” di Michela Murgia presenta invece uno stile molto omogeneo nelle sue 100 e passa pagine: è tutto come la seconda parte del libro di Vannacci, ovvero un insieme di opinioni personali e chiacchiere da bar corredate da un numero di fonti bibliografiche che si conta sulle dita di una mano o poco più (letteralmente…sono meno di una decina i testi citati nelle note e quasi tutti di sue conoscenti!). Tutto il resto che cita o è molto generico (ad esempio cita l’ISTAT senza neanche mostrare un grafico o un link preciso) oppure come Vannacci cita trasmissioni televisive o fatti di cronaca recente. Questo libro è in sostanza a mio avviso un insieme di idee, alcune davvero ridicole come mostrerò ora, fatte passare rabbiosamente come pilastri della battaglia femminista….e per tal motivo sinceramente mi stupisco di come anche nomi importanti abbiano dato pieno sostegno alle idee di questa autrice!
Una delle cose che mi aspettavo da questo testo ad esempio è che citasse dei testi di filosofia femminista incentrati sull’influenza del linguaggio nelle battaglie femminili, come ad esempio Speculum di Luce Irigaray che da questo punto di vista è imprescindibile…e invece l’unica femminista delle prime ondate che cita è Virginia Wolf tralasciando tanti nomi altrettanto importanti. In compenso, per giustificare l’ideologia femminista woke che vuole la sovrastruttura linguistica comandare sulla comprovata struttura economica dei rapporti fra i sessi nota fin da Engels, la Murgia se ne esce con ipotesi come le seguenti direttamente tratte dal suo testo (mai supportate da alcuna fonte se non la sua parola):
- l’uso dell’articolo determinativo prima del nome proprio di una donna è dispregiativo nei confronti della persona oggetto di questa grammatica, tanto è vero che al maschile non si fa mai precedere il nome dall’articolo determinativo (la Murgia è una regione della Puglia e non un modo corretto di riferirsi all’autrice…). Peccato che non sia assolutamente vero che questa grammatica non si usa mai al maschile (nel linguaggio giuridico che uso praticamente tutti i giorni uso l’articolo in quel modo molto di frequente) così come questo utilizzo è molto frequente anche nei dialetti settentrionali anche e soprattutto in contesti non sessisti, come riportato anche dal sito dalla Zanichelli
- L’ISTAT citata più volte sia dalla Murgia che dai suoi soci parla di un emergenza “femminicidi” e di crimini contro le donne in Italia. I dati mostrano chiaramente che gli “omicidi di donne” (tutte le cause) sono stabili nel tempo e comunque di entità molto minore che quelli degli uomini. Questi i dati (in tendenziale miglioramento negli ultimi 5 anni) per gli altri crimini contro le donne. Considerando la tendenza al miglioramento della situazione c’è quindi da chiedersi perchè premere l’opinione pubblica per esercitare un così capillare e deciso controllo del linguaggio pubblico? (anche col rischio di limitare le libertà fondamentali per guadagnare poco sui risultati finali)..la motivazione la sappiano già!
- Nel capitolo finale del libro viene condannato il linguaggio “sessista” nei confronti delle donne fatto di apprezzamenti e “doppi sensi” che fra le altre cose se fatto in contesti lavorativi è a detta della Murgia atto a sminuire la qualità delle lavoratrici a cui è rivolto. Personalmente sono convinto e vedo tutti i giorni che un minimo di questi comportamenti, se fatti in modo non esagerato, molesto, invasivo o stalkerizzante, tendenzialmente rendono l’ambiente lavorativo meno stressante ed aiutano anche a tenere unito il gruppo (e chi lavora o collabora con me lo sa bene! 😀 ); da un punto di vista invece più oggettivo non si può invece non citare di nuovo il buon Herbert Marcuse, filosofo del 68′ fin troppo abusato e mal interpretato dai woke, che ha di fatto ideato la liberazione sessuale e che, in Eros e Civiltà riprendendo Freud ha ben descritto il fenomeno tutto capitalista della repressione addizionale, che porta l’uomo moderno a sublimare e reprimere gli istinti sessuali (e creativi) ben più di quanto sarebbe necessario per mantenere in piedi la civiltà. Questa “energia libidica” (e anche vissuto esistenziale, si veda il mio articolo Critica alla Teoria Critica) invece di essere in mano all’individuo diventa plusvalore intascato dal capitalista sia tramite il lavoro sia tramite il consumo di beni e servizi che il lavoratore produce per conto di chi detiene il capitale e quindi detta le mode! Marcuse al netto di come si è evoluto l’occidente nel post-68 è rimasto infatti deluso dal movimento di liberazione sessuale ed ha riposto le sue ultime speranze nei popoli fuori dall’occidente nè L’uomo a una dimensione. A ulteriore riprova di ciò l’autrice sostiene che “certi commenti non sono adatti al contesto lavorativo!” (non sia mai che la resa in plusvalore per il capitalista cali anche solo di una virgola parlando di “tette e culi” nel posto di lavoro!…)
- Tuttavia la chicca linguistica migliore della Murgia la lascio per la fine! In un intero capitolo del suo libro infatti sostiene che associare la figura di madre a una donna famosa o in carriera sia offensivo perchè associa la lavoratrice alla donna “tradizionale” tutta casa, bimbi e fornelli! ….quindi ad esempio dire “mamma astronauta” per riferirsi a Samantha Cristoforetti è offensivo come anche sostenere che Marie Curie sia la “madre della fisica moderna”. D’altronde secondo la Murgia nessuno direbbe frasi simili (e sessiste) per gli uomini… infatti nessuno dice che “Freud è il padre della psicoanalisi“, “Lavoisier è il padre della chimica” e “Fritz Haber il padre delle armi chimiche” (su quest’ultimo un gruppo musicale svedese ci ha anche scritto una canzone estremamente sessista… agli occhi della Murgia! 😀 ). Vogliamo poi parlare della povera Maria Montessori che era stata raffigurata nelle vecchie banconote da 1000 lire nella faccia frontale con il suo ritratto e nel retro della stessa invece mostrando due bambini che studiano? Sacrilegio! Lei è una grande donna e non è ammissibile che anche stavolta sia associata a dei bambini come una madre! (questa ha fatto ridere a tutte le persone a cui l’ho raccontata! 😀 )
Con quest’ultima risata amara posso finalmente chiudere questo primo scritto di politica, che è diventato molto più lungo di quanto immaginassi. Ho mostrato di nuovo che non ritengo il moderare il linguaggio il primario obbiettivo della politica. Se volete capire dove invece bisognerebbe andare a mio avviso a parare…vi aspetto per la lettura del prossimo articolo sull’argomento! (che sarà su un libro molto particolare, che secondo me pochi possono intuire ora!). Vi anticipo solo che solo chi comanda vuole alterare la sovrastruttura per conservare il potere, mentre chi vuole davvero cambiare le cose agisce sulla struttura economica della società! (il prossimo autore non sarà Marx… così sarebbe tropo facile! 😀 )
Un pensiero riguardo “Sinistra o Destra?”