Diego Fusaro

Diego Fusaro è uno dei filosofi italiani contemporanei più discussi, con cui ho sicuramente dei punti di convergenza, ma a cui muovo anche diverse critiche non ultima a volte quella di essere troppo “di parte” quando si riferisce in politica al blocco russo-orientale, ma anche e soprattutto il fatto di mostrare alcune idee a mio avviso eccessivamente conservatrici ed anche antiscientifiche.

Ho deciso quindi di leggere uno dei suoi testi più chiacchierati (“il nuovo ordine erotico – elogio dell’amore e della famiglia”)  che di fatto critica in maniera costruttiva il pensiero di Marcuse, filosofo centrale nella mia teoria, dandone una visione che è a mio avviso davvero interessante e merita di essere approfondita.

“L’evaporazione del Padre”

Fusaro riprende la figura dell’ “evaporazione del Padre” descritta dallo psicoanalista Jacques Lacan come una delle cause del disagio della civiltà postmoderna, ove il relativismo imperante non fa più sentire la presenza dei vincoli della Legge (morale, ma anche fin troppo spesso statale), e dove l’uomo (ed il bambino riprendendo la tematica del complesso di Edipo) non avverte più limiti al suo agire abbandonandosi ad uno spietato edonismo egoistico, seguendo in pieno l’ideale dell’Oltreuomo nietzschiano anarcocapitalista/libertario che punta a (essere) Dio schiacciando gli altri vedendoli  come dei semplici limiti da superare per l’Io ipertrofico immerso in un’esistenza inautentica.

In campo amoroso/libidico questa tendenza è vista da Fusaro nel libertinaggio moderno che ha portato a distruggere la famiglia tradizionale (legata al limite/vincolo del matrimonio monogamico) a vantaggio di nuovo dei capitalisti che così possono ottenere diversi obbiettivi:

  • eliminare il “fastidio” della gravidanza, che rende le lavoratrici temporaneamente “improduttive”. Per tal motivo i media supportano la figura della “donna in carriera” a scapito di quella della madre (che quindi evapora anch’essa) e la figura del transessuale/bisex che cambia sesso (a detta di Fusaro) solo in vista di ottenere un maggiore plusgodimento ed un maggior numero di partners; in una sessualità che diventa liquida (Bauman)  e precaria quanto la vita sociale e lavorativa,  costituita da individui “atomizzati” che credono di essere felici godendo ma che in realtà sono ipersfruttati. Tutto questo a scapito della “vita etica” familiare ben descritta da Søren Kierkegaard che viene demonizzata e bollata come “retrograda” o “patriarcale”. Un grande profeta di questo epilogo del ’68 è stato Pier Paolo Pasolini in opere come Salò o le 120 giornate di Sodoma
  • creazione di una “neolingua” di Orwellliana memoria volta a screditare gli avversari politici del capitalismo con aggettivi  come “retrogradi”, “patriarcali” o “sessisti” in modo da orizzontalizzare il conflitto fra le classi subalterne (uomini vs donne, immigrati vs italiani, ecc…) e mantenere inattaccata quella dei dominanti capitalisti che vengono invece visti come “alleati” dagli oppressi (ad esempio il lavoratore transessuale che fraternalizza col divo di Hollywood con il suo stesso orientamento invece che allearsi con l’immigrato per combatterlo)
  • fidelizzare gli sfruttati verso una filiera industriale di consumo in modo da aumentare i profitti, trasformando anche gli stessi esseri umani in merce come avviene ad esempio con pratiche come l’utero in affitto o le banche del seme, ove i ricchi che non possono riprodursi lo fanno a scapito dei giovani poveri. Su questo aspetto Fusaro è in accordo fra gli altri col pensiero di Marcuse espresso nè l’uomo a una dimensione e di parte del mondo femminista.

Il rapporto fra Fusaro e Marcuse è quindi a doppio volto. Per il filosofo italiano il ’68 è stato un tentativo di emancipazione dei poveri contro una borghesia che tendeva a reprimere e controllare la sessualità a suo vantaggio, che però in realtà non si è sviluppato in senso favorevole agli oppressi con una vera “liberazione”, ma invece come una “mercantilizzazione” della sessualità ove gli individui si sono sempre più isolati nel loro egoismo, favorendo la precarizzazione della vita etica e familiare e quindi in realtà seguendo una nuova evoluzione della società capitalistica che passava dalle strutture “solide” della fabbrica a quelle fluide dei mercati finanziari internazionali. In pratica il 68′ nei fatti secondo Fusaro  non è stata una “liberazione” dalla società capitalista ma una sua evoluzione in senso negativo.

Un socialista reazionario

Fusaro ha a mio avviso senza dubbio un pregio: rispetto ad altri filosofi e sociologi come Bauman, invece che semplicemente “allargare le braccia” non sapendo cosa fare di fronte al disastro della società liquida postmoderna ne ha identificato le vere cause che i più non hanno nemmeno osato menzionare, riprendendo in pieno il pensiero marxista e quindi l’importanza della struttura economica sulla sovrastruttura culturale e ribadendo la necessità di “riverticalizzare” il conflitto in una nuova lotta di classe ove gli oppressi smettono di combattersi fra loro per allearsi contro gli oppressori.

D’altro canto però commette a mio avviso anche alcuni imperdonabili errori:

  • la “soluzione” per risolvere il problema sociale e di lotta di classe a detta di Fusaro parte dal riportare al centro l’importanza della famiglia come unione fra un uomo e una donna, come avveniva prima del ’68. Secondo il filosofo oggigiorno il vero atto di rivolta contro il capitalismo liquido non è l’emancipazione dei partner ma il ristabilire di un’unione “etica” simile a quella della “famiglia tradizionale”…. per rendervi conto dei limiti di questo ragionamento vi  basterà se conoscete dei parenti un po’ anziani che hanno vissuto il ’68 farvi raccontare com’era la vita familiare prima di quel periodo fra “padri padrone”, matrimoni combinati, violenze e sfruttamenti di ogni genere perpetrati dai genitori verso i figli e dagli uomini contro le donne, totale sudditanza economica di tutti verso un “capofamiglia”… penso che neanche il peggior incel che tanto propaganda questo “ritorno” lo vorrebbe davvero se avesse l’occasione di sentire questi racconti! Se senza dubbio c’è bisogno che il Padre come Legge etica ritorni è a mio avviso è IMPENSABILE ridefinirla tornando indietro in modo nei fatti reazionario! Fra l’altro Fusaro a mio avviso fa nel suo testo un “errore” difficilmente giustificabile nella sua definizione di “famiglia tradizionale”: posso capire non citare i testi sulla storia della sessualità di Foucault perchè era omosessuale e non ti sta simpatico… ma non citare il testo cardine di Engels l’origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato è a mio avviso se non colpevole addirittura doloso vista l’enorme cultura filosofica del soggetto in questione! Basta infatti leggere questo testo per capire come la sovrastruttura familiare derivi dalla struttura economica e non il contrario, facendo quindi crollare la “soluzione fusariana” come un castello di carte, mostrando l’importanza di un diritto acquisito dopo anni di lotte come quello del divorzio e di valori come l’indipendenza economica!
  • l’altra grave mancanza di Fusaro è prettamente scientifica. E’ IMPENSABILE nel 21° secolo usare come definizione di sesso il corredo cromosomico o peggio la biologia aristotelica! Fusaro sarà anche un uomo con un’incredibile e vasta cultura filosofica, ma da medico dico con tutta sincerità che dovrebbe farsi una bella ripassata di scienza! Non sa questo filosofo che anche in natura esistono gli intersessuali? (che non sono poi così rari) Cosa dovrebbero fare questi “figli di un dio minore” il cui sesso non è compatibile con il suo ideale di “famiglia tradizionale”?! Inoltre poi nel testo non viene minimamente distinto l’orientamento sessuale (scelta dell’individuo) dall’identità sessuale che sono cose nettamente diverse! Mentre la prima è un costrutto in parte anche culturale la seconda non lo è ed è dimostrabile anche mediante studi di neuroimaging microstrutturale! (Esempio. io stesso anni fa lavoravo su dati simili a questi… quindi con me non si scappa! 😀 )

In sintesi quindi a mio avviso Fusaro ha identificato il problema della società post-moderna in modo preciso (è stato uno dei pochi!) , ma la soluzione che propone non è a mio avviso quella giusta! Cosa dovremmo fare quindi? Come ho già detto nel mio articolo utopia il conflitto di classe andrebbe si riverticalizzato ma non agendo sulla sovrastruttura familiare! Si dovrebbe invece agire sulla struttura economica della società decentralizzando i mezzi di produzione mediante reti P2P ed AI libere! Fatto questo sarà la società stessa ormai scevra da vincoli economici a creare una nuova struttura familiare davvero libera e basata su un amore “dativo”,  mediante i principi metafisici di esistenza autentica ed antipositivista descritti nè La Scolastica della Cura (al contrario dell’amore postmoderno che è di tipo platonico totalitario e dove ogni Io cerca di “completarsi” auspicando ad un immutabile ipertrofico illusorio).

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