Massimo Cacciari

Ringrazio fin da subito Erika Ranfoni per avermi consigliato di approfondire anche questo filosofo, che presenta idee che credo mi siano utili ed anche confermino la mia di visione filosofica. In particolare mi è stato consigliato di leggere il testo “Metafisica Concreta” dato che il mio obbiettivo di questa serie di articoli è proprio quello di studiare varie ipotesi metafisiche anche in rapporto con la Scienza e la Psicologia. Questo testo,  che ho trovato complicato soprattutto dal punto di vista terminologico (in particolare per le parole in greco e tedesco che mi hanno obbligato a continui approfondimenti) e quindi non di agevolissima lettura l’ho integrato con alcune lezioni tenute dallo stesso professore reperibili su youtube…spero quindi di non dire troppe stupidaggini! 😀

Il tema centrale di Metafisica Concreta è capire come e se la filosofia e la scinza debbano essere integrate ed in che modo. Cacciari, a partire dalla filosofia greca antica e quindi arrivando ai filosofi novecentesci post-positivisti si chiede se oggi la filosofia nel mondo tecnico-scientifico sia ancora utile o se di fatto la Tecnica da sola è in grado di rispondere a tutte le domande che in passato venivano rivolte ai filosofi. Cacciari sostiene che in realtà sia la Scienza sia la filosofia sono indispensabili per capire il Mondo in quanto, come ben evidenziato da Heisemberg ed in generale dalla fisica quantistica, in opposizione al pensiero positivista, è ben evidente come non tutto ciò che determina il Mondo sia conoscibile con il metodo scientifico, come anche filosofi precedenti al 900 come ad esempio Kant che parlava di Noumeno avevano ben descritto. Tuttavia le domande la cui risposta è inconoscibile con i metodi della scienza possono essere risolte con i metodi razionali  ma non perfetti della filosofia che quindi in quanto tale è tutt’altro che obsoleta nel definire il sapere umano. Domande come: “Cosa c’è dopo la morte?” “Esiste un Dio?” “Qual’è il nostro posto nel mondo?” Questa azione è moralmente giusta?” “Questa tecnologia può aiutare l’umanità?” non possono trovare risposta univoca mediante il metodo scientifico, ma sono tuttavia di grande interesse anche per gli scienziati. Per queste domande le varie scuole filosofiche sono in grado di fornire comunque risposte razionalmente fondate utili a guidare le decisioni umane, cosa che la Scienza da sola non può fare… senza scadere in sterile scientismo irrazionale e quindi sicuramente errato!

Nel testo viene accennata anche l’Intelligenza Artificiale e, concordemente  a quanto avevo già esposto, anche Cacciari dimostra di pensarla in modo simile a me quando afferma che un ‘AI strutturata come quelle odierne non potrà mai eguagliare un cervello umano oltre che per limiti tecnici anche perchè non è caratterizzata da un concetto di  finitezza; quindi ad esempio non può concepire la Morte o il Noumeno (in-conscio) e questo porta alle allucinazioni che tutti conosciamo quando utilizziamo questi modelli.

Considerazioni personali

Le teorie esposte da Cacciari in gran parte corrispondono al mio pensiero riguardo all’integrazione fra filosofia, psicologia e scienza, in particolare tale autore descrive come l’Essente misurabile può essere studiato dalla Scienza, ma come questa debba farsi da parte e lasciare campo libero alla filosofia quando i suoi strumenti matematici non siano adatti a studiare l’Inconoscibile. A tal fine la filosofia per quanto imperfetta con le sue differenti teorie può permettere di comprendere il reale tramite una loro interpolazione, anche se in tale processo inevitabilmente si ha una perdita di precisione quando si usa un punto di vista rispetto ad un altro in differenti campi del sapere filosofico ove una certa scuola o psicologia è meno performante rispetto ad un’altra.

Tuttavia Cacciari a mio avviso scade anche lui nel relativismo post-moderno quando sostiene che filosofia e scienza dovrebbero si collaborare ma ognuno focalizzandosi nel suo campo di studio (con la conseguenza inevitabile che alla fine diventa a mio avviso impossibile obbiettivare una certa idea filosofica in modo definitivo). In questo blog in particolare con articoli come La Scolastica della Cura” e lo studio delle Esperienze pre-morte” ho invece mostrato come filosofia e scienza possano collaborare in modo fertile e fecondo: in tal modo la scienza arriva così a descrivere meglio fenomeni che non può dimostrare direttamente come l’effetto placebo mentre la filosofia riesce ad ottenere una base più obbiettiva per accettare o confutare le sue teorie, cosa che permetterebbe di andare oltre il postmodernismo ed abbandonare inutili derive linguistiche persecutorie basate sul nulla.

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