Al di la’ del bene e del male (F. Nietzsche)

In questo blog si è già discusso praticamente in quasi ogni articolo che parla di filosofia del pensiero di Nietzsche, che ovviamente è prominente quando si tratta la tematica del problema del male; motivo per cui ho ritenuto opportuno dare una lettura ad un opera che, oltre ad avere un titolo eloquente, discute in maniera diretta il pensiero espresso in versi poetici nè “Così parlò Zarathustra“. Per questo motivo ho quindi riletto fra le varie opere di Nietzsche anche Al di là del bene e del male, che sarà veloce oggetto di questo articolo.

In quest’opera Nietzsche in sostanza “smonta” tutte le filosofie e le morali che i filosofi precedenti da Socrate in poi fino a Schopenhauer hanno descritto per provare a dare una direzione all’azione umana, concentrandosi in particolare su quelle posizioni che a Nietzsche sono più ostili come quella cristiana, stoica e kantiana; dal filosofo viste come ideologie volte a limitare la libera azione umana e l’espressione della sua “volontà di potenza” che, come ribadirà nell’ultimo capitolo anche in chiave antidemocratica, deve permettere senza ostacoli all’uomo “aristocratico” di schiacciare e dominare su tutti gli altri.

Secondo l’autore al massimo la religione può essere vista come un suo efficacissimo strumento di controllo sulle masse a tutto vantaggio della classe dominante (sfruttando quindi  a suo favore il concetto marxista di religione= oppio dei popoli e di superiorità della struttura economica sulla sovrastruttura religiosa).

Anche Schopenhauer suo “maestro” viene criticato in quanto la “volontà di vita” da questi teorizzata viene ricondotta ad un ambito più limitato della volontà di potenza.

Oltre a questo pilastro ideologico che caratterizza tutta l’opera, Nietzsche ovviamente è famoso per molti punti che oggigiorno sono ampiamente criticati. Il filosofo è infatti apertamente antidemocratico ed anche misogino, come espresso anche in questo libro con frasi molto dure in un intero capitolo dedicato (sia la donna sia le classi inferiori sono ostacoli al potere aristocratico maschile e conservatore…), tuttavia l’autore smonta anche fin da subito l’antisemitismo che imperversava all’epoca in Europa e da cui si discosta espressamente (cosa che verrà poi nascosta dai suoi revisori nazisti) ed il positivismo che a suo dire relega la filosofia ad un compito di secondo piano rispetto alla scienza e l’uomo ad un mero esecutore di processi scientifici alienato della sua volontà di potenza (anche qui riprende Marx e quello che poi sarà Marcuse).

Per concludere Nietzsche stesso è anche un grande anticipatore di Freud e di tutta la psicoanalisi (che verrà riunita poi alla sua filosofia ufficialmente da Alfred Adler) e questo si può notare in particolare leggendo alcuni suoi aforismi:

131. I sessi si illudono l’uno a riguardo dell’altro: e ciò fa sì che in fondo essi onorano e amano soltanto se stessi (o per esprimersi più garbatamente, il loro particolare ideale). Così l’uomo vuole la donna mansueta – ma proprio la donna è”essenzialmente” non mansueta, a somiglianza del gatto, per quanto si sia esercitata ad assumere un’apparenza mansueta. (qui viene ripreso, sebbene con un certo sfondo di misoginia,  il concetto di Anima/Animus incarnato nell’ Ombra espresso da Jung ed anche la ricerca nel partner della figura genitoriale espressa da Freud, ricerca che in casi patologici può portare l’uomo a confondere tale rappresentazione col partner reale).

146. Chi lotta con i mostri deve guardarsi di non diventare, così facendo, un mostro. E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te. (questo è uno degli aforismi più famosi dell’intera opera e leggendolo non può che ricordarci l’esperimento di Philip Zimbardo…e farmi riflettere. Forse dovrei affiancare allo studio del Male delle letture più positive? 😀 ).

 

 

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