Burnout e organizzazione (C. Maslach e M. P. Leiter)

Questo saggio è stato scritto dalla moglie di Philip Zimbardo, la massima esperta mondiale nel campo del burnout insieme a M. P. Leiter. Non potevo quindi non addentrarmi in questo testo anche con la speranza di trovare possibili correlazioni fra il burnout, diffusissimo fenomeno degli ambienti di lavoro e la vita carceraria (correlazione che come ho già più volte detto in questo blog è stata ben descritta da M. Foucault nel suo “Sorvegliare e Punire”)… tale mia speranza in realtà è stata delusa da questo testo, ma sicuramente sarà oggetto di una completa trattazione in un altro libroche sto leggendo e che sarà oggetto di un prossimo articolo; l’opera di C. Maslach invece è stata illuminante nel descrivere le cause del burnout ed illustrare i metodi per prevenirlo o arginarlo.

Le cause del burnout

Secondo gli gli Autori sono sostanzialmente 6:

  • sovraccarico di lavoro
  • mancanza di controllo/responsabilità sul proprio operato
  • gratificazione insufficiente
  • crollo della comunità lavorativa
  • assenza di equità fra i lavoratori
  • valori contrastanti fra lavoratore e azienda

Il rimedio al burnout è quindi di volta in volta non nel correggere tanto la psiche del lavoratore “malato” quanto invece considerare il burnout un problema sistemico ed agire su quale/i di queste sei cause lo provocano. Questo può essere fatto dall’azienda stessa (in caso di calo del rendimento, perdite economiche o danni all’immagine) oppure direttamente dai lavoratori, che però per sperare di poter contare qualcosa devono UNIRSI, studiare il problema è quindi iniziare a “dialogare” con il management aziendale…

In pratica ciò che suggeriscono gli Autori…è un bel tutorial per creare un sindacato e fare una lotta di categoria! 😀 Anche perchè è ben facile riconoscere nelle cause del burnout le dinamiche che Marx illustra nè Il Capitale:

  • sovraccarico di lavoro: ben descritto nel saggio del plusvalore
  • mancanza di controllo: alienazione
  • gratificazione insufficiente: saggio del plusvalore per la parte economica, alienazione per quella psicologica
  • crollo della comunità lavorativa: il dividi et impera impedisce la verticalizzazione del conflitto, spesso causata dalla lotta per mantenere uno stipendio decente o il posto di lavoro
  • assenza di equità fra i lavoratori: vedi sopra
  • valori contrastanti fra lavoratore e azienda: alienazione

Parere personale

Anche se gli Autori nel testo non lo dicono esplicitamente è assolutamente chiaro che per risolvere il problema del burnout il sistema lavoro com’è attualmente vada abbattuto (sperare come negli ultimi capitoli che un’ azienda privilegi i “valori umani” del lavoro, salvo rare eccezioni, è pura utopia!)

E’ altrettanto utopico poi pensare che il management riduca i propri guadagni risultando “meno competitivo” solo per il benessere dei dipendenti (o perlomeno che non lo faccia senza essere costretta dagli eventi) anche perchè casi come quello di Epstein non fanno altro che ricordarci il sadismo/fascismo che caratterizza il sistema globalizzato criminale che oggi domina!

Unica soluzione a mio avviso: ricordare alla gente che non siamo solo il nostro lavoro! (ci si può unire in associazione anche fuori dal lavoro per fare grandi cose se si vuole, senza necessariamente dipendere dal mercato) e che in futuro dovremmo auspicare ad una decentralizzazione dei mezzi di produzione anzichè puntare o al turbocapitalismo o a un collettivismo che inevitabilmente finirebbe in mano a pochi burocrati com’è sempre successo nella storia!

 

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