Johann Gottlieb Fichte fu il fondatore dell‘idealismo (filosofia del Romanticismo) nonchè allievo prediletto e successore filosofico di Kant. La filosofia dell’Io elaborata da Fitche è a mio avviso fondamentale per integrare metafisica e psicologia, motivo per cui ho ritenuto opportuno leggere tutta la Dottrina della Scienza, farne un riepilogo, per poi illustrare come questo autore sia un importante collante fra queste discipline.
L’idealismo
Il criticismo kantiano è una filosofia che ha avuto come obbiettivi il capire i limiti della ragione umana (Critica alla Ragion Pura), arrivare ad una morale universale (Critica alla Ragion Pratica) e stabilire le basi per un giudizio obbiettivo (Critica del Giudizio).
In particolare per Kant l’uomo non può accedere direttamente al Mondo (Noumeno) in quanto la sua percezione di questo è limitata dai cinque sensi. L’uomo secondo Kant quindi può vedere solo il Fenomeno, ovvero la percezione sensoriale del mondo, mentre il noumeno è inconoscibile.
Tuttavia sempre secondo Kant (come espresso nella Critica alla Ragion Pura) tutti gli esseri umani utilizzano le stesse idee a priori come schemi mentali per osservare il mondo, e questo garantisce che le nostre osservazioni del mondo, sebbene relative, siano sostanzialmente tutte identiche.
Tuttavia Fitche ha voluto fare un passo in più, provando ad osservare il noumeno direttamente. Mentre l’Io kantiano è un semplice osservatore del mondo, secondo Fitche invece l’Io è creatore del mondo (ed essendone creatore inevitabilmente il noumeno per Fitche corrisponde al fenomeno). Questa filosofia che supera quindi Kant è detta idealismo. Il procedimento con cui l’Io crea il mondo è illustrato nella Dottrina della Scienza:
La Dottrina della Scienza
La filosofia teoretica di Fitche riprende i principi base della logica di identità e di non contraddizione e li usa nel definire l’operato dell’Io creatore. In particolare secondo Fitche la logica deriva dall’Io in quanto è forma senza contenuto (mentre L’Io è unione di forma e contenuto).
- Tesi: l’Io infinito crea se stesso. Ispirandosi al principio di identità, ovvero ogni cosa è uguale a se stessa (A=A) l’Io è uguale a se stesso (Io=Io) ovvero si autocrea.
- Antitesi: l‘Io infinito genera il suo opposto, ovvero il Non-Io finito e divisibile. Il Non-Io finito e divisibile è il mondo che ci circonda. Questo si ispira al principio di non contraddizione (A non può essere diverso da se stesso A != non-A)
- Sintesi: Ovvero la tesi che evolve superando l’antitesi. Il non-Io finito e divisibile crea l’Io finito e divisibile, ovvero un Io finito ma che ha in se la capacità di creare. Questo Io è l’uomo.
Ma perchè l’Io infinito dovrebbe fare tutto ciò? Semplicemente perchè l’Io infinito per essere infinito deve poter superare dei limiti che si autoimpone! (ovvero il Non-Io, la negazione di se stesso) e per permettere ciò crea alla fine quindi L’uomo che superando i suoi limiti imposti dalla sua natura finita fa tendere l’intero Io infinito all’infinito. Questo quindi porta a dedurre una relazione biunivoca da Io a non-Io (ragione) e da non-Io ad Io (morale)
Ma come fa l’uomo a superare i suoi limiti ad essere quindi libero? (da vincoli). Mediante lo sforzo perpetuo che però è infinito e condanna l’uomo a non raggiungere mai l’Io infinito ma pur sempre avvicinandosi ad esso sempre di più (Titanismo). Questo sforzo può essere ogni cosa che tende al superamento dei limiti umani: record sportivi, tecnologia, arte (che essendo immaginazione porta a superare i limiti umani)…e guerra! Nei Discorsi alla Nazione Tedesca Fitche è di fatto il padre del nazionalismo che porta le nazioni a superare i propri limiti imposti dagli altri Stati ed ad auto-determinarsi quindi come libere (Fitche contesta in particolare la Francia di Napoleone auspicando una nuova Germania unita). La dottrina della scienza quindi non è un costrutto fine a se stesso ma è una filosofia dell’azione utile ad indicare una precisa via morale…che nella storia (specie tedesca) poi in futuro come sappiamo tanto “morale” non sarà…
Considerazioni personali
La filosofia di Fitche è la base di tutte le filosofie postkantiane ed atee moderne, lui stesso si dichiarava ateo, ma a ben vedere il suo Io assoluto non è altro che una razionalizzazione di (D)Io. In particolare Fitche ha sicuramente influenzato tutte le filosofie che fanno perno sul superamento di limiti, a iniziare dal positivismo (che di fatto è il “romanticismo della scienza”), l’anarchismo, il consumismo (società ed amore liquidi vedono i beni di consumo e gli altri come limiti) fino alla liberazione della libido di Herbert Marcuse o al capitalismo caratterizzato dalla continua acefala crescita del capitale in barba a ogni regola (Max Weber).
Anche le filosofie del fascismo e della criminalità sono alla fin fine riconducibili a Fitche. Vedremo magari in futuro questi aspetti in una prossima serie di articoli. Lo stesso vale per Nietzsche ove la volontà di potenza cresce analogamente schiacciando gli altri…anzi in opere come il Salò di Pasolini l‘altro è visto come il limite da superare, quindi i fascisti (gli unici “veri anarchici“) sono coloro che tendono a Dio? Ad essere intoccabili ed invincibili? Possiamo quindi affermare che l’anarcosadismo (anarchia del tutti contro tutti a scopo metafisico) in realtà preceda la sadocrazia? (governo dei sadici, ovvero il fascismo ed il nazismo…e non solo!). Oppure è possibile che l‘anarcosadismo evolva in collettivismo se i mezzi di produzione vengano decentrati?
Anche la psicoanalisi a mio avviso può essere condotta a Fitche identificando l’Io Assoluto al pari di Dio (dei nevrotici) con l’In-conscio? Con l’energia a cui l’uomo tende? Con il noumeno? Lo scopo del positivismo comportamentista poi cos’altro non è se non un tentativo di portare alla coscienza gli adattamenti umani sbagliati, col fine di migliorare sempre più le performance umane?
L’Io assoluto di Fitche inoltre è di fatto Eracliteo in quanto è un divenire, contrapposto all’Essere eterno e stabile di Parmenide e di Emanuele Severino. Possiamo quindi affermare che il “divenire” Fitcheano altro non è che l’ennesimo immutabile? (qui si può anche introdurre il ruolo della Tecnica come mezzo per dell’uomo per “superarsi” contro il mondo ritenuto da Severino illusorio?)
In definitiva quindi la filosofia di Fitche descrive in maniera precisa la curiosità dell’esistenza inautetica Heideggeriana?….oppure è possibile che l’uomo possa evolvere anche senza schiacciare gli altri con la fede? (La Scolastica della Cura)