Come avevo già anticipato nel precedente articolo in cui ho trattato il cognitivismo ho provveduto a leggere tutto il libro Autoefficacia di Albert Bandura. L’obbiettivo di questo articolo sarà proprio discuterne i contenuti. Ringrazio di nuovo Elettra Moscelli per i suggerimenti bibliografici volti a darmi una guida per lo studio di questo autore e degli altri cognitivisti e comportamentisti. L’esperimento della bambola Bobo citato nell’articolo precedente sarà verosimilmente oggetto di un futuro progetto sul problema del Male (che non ha ancora date precise di inizio).
Autoefficacia
Innanzitutto definiamo l’autoefficacia come la fiducia nelle proprie capacità di fare una determinata cosa correttamente. Per tale ragione non si può parlare di autoefficacia tout court relativamente ad un individuo, ma al contrario questa variabile è specifica relativamente ad una specifica attività scelta di volta in volta e non è necessariamente correlata all’autostima (che è invece un giudizio sulle proprie capacità in generale). Per citare un esempio di Bandura un becchino quasi sicuramente avrà un’autoefficacia elevata nel seppellire i morti, ma è improbabile che questa abilità influisca sull’autostima del soggetto. L’autoefficacia è anche differente dalla capacità effettiva di compiere correttamente una certa azione. Ad esempio chi si sottovaluta avrà un’autoefficacia bassa che nasconde agli occhi del soggetto le sue vere capacità, mentre l’illuso spesso presenta un’autoefficacia elevata a fronte di prestazioni mediocri.
La capacità del soggetto di influenzare il mondo intorno a se è detta agentività. Questa dipende non solo dai fattori interni del soggetto (ad esempio biologici), ma ovviamente anche dal suo comportamento e dall’ambiente. Le capacità di apprendimento dell’uomo sono 5: simbolizzazione (capacità di descrivere la realtà mediante un linguaggio simbolico), vicaria (capacità di apprendere guardando ed imitando gli altri), previsione, autoregolazione (modificare il proprio comportamento in funzione degli eventi) ed autoriflessione (capacità di riflettere su se stessi).
In generale Bandura descrive come l’autoefficacia elevata di solito aiuti il soggetto non solo dandogli fiducia nelle proprie capacità quando queste sono effettivamente presenti, ma anche invogliandolo a correggere i propri errori quando queste sono carenti ed in generale favorendo comunque l’esecuzione delle abilità in maniera corretta anche in assenza di competenze. Questo nel libro lo dimostra con esempi dettagliati in tutti gli ambiti studiati (apprendimento scolastico, promozione della salute, intervento psicoterapico, sport, lavoro e management, politica ed autoefficacia collettiva). Di solito infatti l’autoefficacia elevata porta ad eseguire un certo compito correttamente e questo favorisce che rimanga alta, al contrario i fallimenti ripetuti portano a una diminuzione dell’autoefficacia, più pronunciata e rapida se questa è già bassa. In generale l’autoefficacia è influenzata da: comportamenti che la modificano direttamente, esperienze vicarie (imparare nuove abilità dagli altri), persuasione verbale ed influenze sociali (invogliare a fare bene e ricevere complimenti la aumentano, mobbing bullismo, rimproveri ed ambienti tossici la riducono), stati fisiologici ef affettivi (benessere fisico, tono dell’umore in asse e tranquillità la favoriscono; malessere fisico, ansia e depressione la riducono)
Autoefficacia in contesti specifici
Tutta la seconda parte del libro è dedicata all’influenza dell’autoefficacia nel campo dello studio, della promozione della salute, degli interventi psicoterapici, dello sport, di lavoro e management ed infine in campo politico e sociale. Ovviamente non mi metterò a riassumere questo lungo compendio qui sotto in quanto si tratta di una mole enorme di dati, ma citerò comunque alcuni esempi che mi sono rimasti particolarmente impressi.
- in campo scolastico Bandura critica aspramente i metodi scolastici attuali basati sui voti in quanto i voti bassi minano l’autoefficacia degli alunni scolasticamente più deboli e sottoposti a discriminazioni economiche o di altro tipo, preferendo piuttosto un approccio volto non al confronto con gli altri ma con se stessi e volto quindi al continuo miglioramento dell’alunno, mostrando come un approccio simile consente non solo di migliorare l’istruzione degli allievi, ma anche di ridurre il carico di lavoro degli insegnanti (aumentandone sia la soddisfazione sia l’autoefficacia) riducendo sia i comportamenti problematici sia il tempo da dedicare per mantenere l’ordine disciplinare della classe (che può così essere utilizzato più proficuamente per istruire). Purtroppo in tutto il testo Bandura tende a porsi come obbiettivo solo l’istruzione e la riduzione dei “comportamenti problema” di bambini e ragazzi piuttosto che misurare anche il loro benessere (premiando invece troppo spesso a mio avviso l’interesse del “cliente” adulto che si rivolge a lui…).
- Nella lotta alle dipendenze l’approccio di Bandura è volto ad educare i tossicodipendenti si a trovare le strategie di vita volte a vivere senza droga, ma soprattutto l’obbiettivo della terapia è educare il paziente a rialzarsi dopo le “ricadute” in modo che il consumo di droga non ridiventi cronico. A tal fine ad esempio per i fumatori di tabacco propone fra le altre cose addirittura di “programmare” delle ricadute facendo apposta fumare in setting terapeutico una sigaretta (senza aspirare il fumo) per poi convincere il paziente a non fumare le successive, ovviamente dicendo che in caso di ricaduta i rimproveri andrebbero evitati e piuttosto il paziente andrebbe supportato e fornito di mezzi cognitivi per rialzarsi e non ricadere
- Secondo Bandura i disturbi d’ansia sono da correlare a comportamenti malappresi e alla conseguente inefficacia nell’affrontare le situazioni temute. Obbiettivo primario della psicoterapia in questi casi è quindi quello di fornire i mezzi cognitivi per risolvere il problema, non tanto mediante un approccio comportamentista , quanto piuttosto insegnando al paziente metodi per affrontare efficacemente le abilità e gli oggetti temuti, permettendogli di ridurre le rimuginazioni ed i sensi di colpa e dandogli supporto sociale
- Come per l’ansia anche la depressione è dovuta ad un disadattamento nei confronti delle difficoltà della vita. Questo può essere dovuto essenzialmente a 4 fattori: mancanze di abilità, aspettative irrealistiche, rimuginazioni eccessive (dovute a inefficacia nel controllo dei propri pensieri) e/o mancanza di contatti sociali. A seconda della causa della patologia l’obbiettivo dello psicoterapeuta è quindi agire per risolverla.
- Il libro tratta anche l’effetto placebo, mostrando come ci sia anche qualcosa di indipendente dai neurotrasmettitori nella sua genesi, quel qualcosa secondo Bandura è l’autoefficacia nella gestione del dolore
- L’ultimo capitolo del libro presenta invece esempi abbastanza interessanti a mio avviso nei capitoli dove parla dei mass media e dell’industria culturale:
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- il libro è stato scritto nei primi anni 2000, ma già Bandura aveva ben compreso che la Rete dando a tutti la possibilità di esprimersi, sarebbe stata una spina nel fianco per il Potere e che quindi le prossime mosse della politica sarebbero state volte al controllo di questo spazio come era già successo per radio e TV, magari criminalizzandolo e quindi portandolo alla censura e alla deanonimizzazione con la scusa della presenza di materiale “pericoloso o osceno”. Come soluzione Bandura proponeva già la creazione di filtri impostati dall’utenza…
- L’Autore propone anche come esempio estremamente efficace per raggiungere obbiettivi di controllo sociale e di salute l’utilizzo delle Soap Opera che è stato fatto per promuovere comportamenti positivi come l’alfabetizzazione nei paesi poveri…in uno di questi esempi propone di utilizzare appunto le serie TV per limitare il controllo delle nascite dato che il pianeta Terra è troppo pieno di persone e si rischia la “catastrofe ecologica” (!!?). In tutto ciò Bandura elogia pure l’ente sopragovernativo che ha elaborato questo piano “ben riuscito” “per evitare di dover imporre mezzi antidemocratici” (!!!!!?). In cosa consisteva questo piano vi chiederete? Semplice! Favorire i movimenti che lottano contro il maschilismo per promuovere i mezzi di contraccezione (con la complicità anche dei cattolici…) e ridurre la pressione maschile sulle donne in modo che “si rendano indipendenti e quindi meno disponibili alla procreazione” (!!!???)
- …tutto sommato Bandura però ammette che questi potenti mezzi cognitivi in mano a persone sbagliate possano portare a seri danni sociali…quindi serve controllo sui mass media… (purtroppo questi dati son presenti nel libro in un intero paragrafo dedicato, Bandura ha di fatto contribuito a queste operazioni e non sono i deliri di un forum incel…)
Opinioni personali
La prima cosa che mi è venuta in mente leggendo il concetto di autoefficacia è il suo curioso a mio avviso parallelismo con quello di Fede (vedi punto 5 dell’elenco sopra). Come la Fede infatti anche l’autoefficacia agisce indipendentemente dalle capacità del soggetto favorendolo anche in assenza di capacità specifiche e razionali per l’abilità-test. Alla fin fine quindi Bandura permette di unire il razionalismo cognitivista con la fede irrazionale? Autoefficacia e fede corrispondono? (cosa non è l’autoefficacia se non la fede nelle proprie capacità?). Possiamo quindi ben dire che Autoefficacia di Bandura è una vera è propria Bibbia del nuovo millennio? Può l’autoefficacia essere essa stessa (al contrario di quanto probabilmente crede il suo ideatore) la nuova “Scolastica della Cura”? (Si può quindi parlare di modello biopsicometafisicosociale in ambito medico-psicologico?)
Come detto sopra il prolisso testo di Bandura cita molti esempi virtuosi oltre a molte abilità che possono essere utili al medico nel suo lavoro tutti i giorni con i pazienti, tuttavia l’esempio del punto 6 di cui sopra non solo sembra essere direttamente tratto dal Forum dei Brutti (…oppure da un articolo di Diego Fusaro o di Roberto Vannacci) ma mostra ancora una volta non solo il male dell’industria culturale in mano a pochi “eletti” (che in maniera arbitraria hanno deciso di ridurre la nostra popolazione portando al disastro demografico attuale), ma anche l’assurdità dell’idea dell’ “intolleranza contro gli intolleranti” di Popperiana memoria tanto in voga oggi fra i “progressisti”… perchè come già successo col presunto “antisemitismo” di chi critica l’attuale politica Israelinana e contro ogni mia reale aspettativa il libro di Bandura di fatto concorda perfettamente con le critiche degli Incel a riguardo che vengono puntualmente zittite come “sessismo” (Bandura parla con orgoglio di questa “operazione depopolamento” mediante Soap Opera femministe…)
Calma! Non prendetemi per dittatore maschilista prima di farmi finire il paragrafo! Come già detto altre volte io sono assolutamente a favore della libertà (in primis economica e riproduttiva) delle donne ed anzi ritengo che la libertà femminile sia l’unico mezzo sensato per uscire dall’impasse postmoderna. Infatti per rispondere sia agli incel destrorsi sia ai “finti” progressisti (come Bandura, più attento ai “clienti” ed ai “comportamenti problema” dei ragazzi che ai loro veri bisogni…) non posso che citare ancora una volta il caro Herbert Marcuse, che ricordava a tutti come l‘Uomo moderno vive oggi in una sola dimensione (quella consumistica) e che FORSE più che ridurre la popolazione perchè “consuma troppo ed inquina” dovremmo invece progredire verso una vera liberazione della libido invece che ambire ad una “libertà di scelta” (fra scelte imposte dall’alto e che distruggono l’ambiente!) o ad una volontà di potenza illimitata. Forse, e dico FORSE, alla religione degli oggetti, del possesso e del potere (all’esistenza inautentica) dobbiamo scegliere un esistenza autentica ispirata ad un nuovo Credo” religioso” imparando si da Bandura ma superandone i pochi punti faziosi ed il razionalismo puro, per arrivare finalmente all’utopia realizzabile!
Un pensiero riguardo “Albert Bandura”