Dopo aver discusso l’accelerazionismo di destra non ci resta di occuparci della risposta che gli hanno dato gli Autori più d’avanguardia a sinistra, ovvero l’accelerazionismo di sinistra, risposta espressa nel famoso saggio Inventare il futuro.
Secondo i due autori di questo testo il movimento accelerazionista di sinistra è diverso dalla cosiddetta folk politics, (politica “popolare”) ovvero sia dalla sinistra neoliberale che comanda i partiti di sinistra odierni e sia dalle altre correnti a sinistra che non hanno una visione globale del problema capitalismo e che si limitano a proporre lotte locali e frammentate, senza una visione del futuro e che al massimo possono rallentare l’avanzata del capitalismo ma non sconfiggerlo. In estrema sintesi la politica accelerazionista punta a 4 richieste fondamentali:
- pretendi la piena automazione (i movimenti di sinistra non devono lottare contro la tecnologia ma favorirne lo sviluppo per un futuro ove il lavoro non sia più necessario, questo punto è comune in gran parte alle formazioni analoghe a destra ed opposto alla visione folk)
- pretendi il reddito universale (ridistribuzione dei guadagni prodotti dalle macchine)
- riduzione oraria della settimana lavorativa (in vista della completa cancellazione del lavoro)
- eliminazione dell'”etica del lavoro” (ovvero il lavoro non deve più essere il centro che identifica la vita dell’individuo, che deve tornare ad essere libero, come teorizzato a suo tempo da Herbert Marcuse)
Questi 4 punti saranno ora esaminati singolarmente per identificarne i punti di forza e deboli che a mio avviso sono presenti nel saggio di S. e W.
Pretendi la piena automazione
Gli accelerazionisti di sinistra vogliono arrivare ad un futuro dove le macchine renderanno inutile il lavoro umano e di conseguenza la disoccupazione arriverà al 100%. Questo, a loro dire ben lungi dall’essere una tragedia, permetterà di liberare l’umanità dalla schiavitù del lavoro forzando le forze operaie dal basso a rivoltarsi in una lotta marxista per prendersi i mezzi di produzione e ridistribuire i loro frutti tramite un reddito di base universale. Questa concessione del “reddito universale” (=stipendio da fame) curiosamente è stata anche una cosa propagandata dagli accelerazionisti di destra e dallo stesso Elon Musk . Ma agli occhi di chiunque abbia letto il libro o semplicemente sentito questa idea le cose in realtà non sono così rosee:
- Cosa succede alla persona che si oppone allo Stato/capo del movimento/Elon Musk? Continuerà ancora ad avere il suo “reddito universale”?
- Non è che lo Stato (comunista) o qualunque altra entità non-capitalista che detiene i mezzi di produzione in tal modo accumula un potere enorme? (stesso errore commesso da tutti i regimi comunisti, che inevitabilmente hanno seguito le orme di Stalin creando una nuova classe dirigente fatta da burocrati)
- Siamo sicuri che dare allo Stato il potere di decidere come mandare avanti il progresso scientifico sia uno strumento di “liberazione” e non di nuova oppressione accademica?…vogliamo davvero credere che i baroni nelle università lasceranno la libertà di sperimentazione invece di continuare a perpetrare un sistema corrotto?
Reddito universale e riduzione dell’orario lavorativo
Le modalità di lotta proposte dagli autori come anche le idee accelerazioniste di destra inevitabilmente a mio avviso porteranno ad uno scontro violento fra ricchi e poveri perchè, come abbiamo già visto nei precedenti articoli, l’accumulo di denaro prodotto del capitalismo non è fine a se stesso come la sinistra a partire da Marx ha sempre detto, ma più correttamente seguendo la filosofia di Max Weber i soldi fanno sentire “onnipotenti” e “benedetti da Dio” al contrario della massa povera della popolazione, e quindi esistono come segno del potere!
Per tale ragione NESSUN CAPITALISTA CONCEDERA’ MAI ALLE MASSE UN REDDITO UNIVERSALE SENZA COMBATTERE!
L’obbiettivo di ogni essere umano come abbiamo già visto è l’omeostasi col minimo sforzo e il massimo di questa condizione, come ben detto anche da Freud, si raggiunge eliminando ogni incertezza sul proprio dominio sul mondo! (che è poi quello a cui aspirano mediante le macchine gli accelerazionisti di destra transumanisti!)
Per tale motivo nessuna delle lotte proposte dagli autori (scioperi, sit in, sistemi gerarchici di controllo delle proteste, ecc..) sarà mai efficace nel fermare degli anarcocapitalisti che in realtà sono sadocratici e vedono nel superamento violento dell’Altro un modo per arrivare a Dio!
Eliminazione dell'”etica del lavoro”
Marcuse nei famosi testi “Eros e Civiltà” e “L’Uomo a una dimensione” a suo tempo aveva già ben descritto assieme agli altri francofortesi come l’uomo (post)moderno sacrifichi la propria libido/tempo/energia vitale in favore del capitalista, tuttavia un altro autore italiano, Pier Paolo Pasolini, ha successivamente criticato e ampliato questa visione al netto dell’esito dei movimenti sessantottini; evidenziando in opere come Salò e le 120 giornate di Sodoma come il capitalismo stesso abbia fatto proprie le istanze (neo)liberali di questi movimenti giustificando così in nome della libertà assoluta, lo scontro capitalista orizzontale fra poveri, assicurando la possibilità (illusoria) per i vincitori di emergere nella lotta sociale assecondando il potere anzichè combattendolo in modo da diventarne parte.
No! Ho nostalgia della gente povera e vera che si batteva per abbattere quel padrone senza diventare quel padrone. Poiché erano esclusi da tutto nessuno li aveva colonizzati. Io ho paura di questi negri in rivolta, uguali al padrone, altrettanti predoni, che vogliono tutto a qualunque costo. – P.P.P. Siamo tutti in pericolo
Capite bene quindi che abbattere l'”etica del lavoro” non è cosa semplice in quanto oltre ad essere una lotta politica è di fatto anche una lotta metafisico/religiosa! (cosa che i comunisti a loro tempo non avevano capito, cosa che li ha portati alla sconfitta). E quindi ad avviso mio e di molti altri pensatori dare agli uomini post-capitalisti una nuova via di salvezza che vada anche oltre i limiti (invisibili oggi) del materialismo, ovvero dare alla gente una nuova metafisica religiosa che è esprimibile nella Scolastica della Cura!
Tuttavia a questa “carota” come già detto nell’articolo propedeutico a questo su Mark Fisher, in un mondo senza punti tirannici/Leviatani di riferimento che oggi sono dati dallo Stato e dai Capitalisti è necessario affiancare un “Bastone” per fermare gli individui “irriducibili”… un “bastone” che sia efficace in un mondo anarchico, decentralizzato e privo di gerarchie!
Inventare il futuro?
Ma è quindi possibile creare un sistema post-capitalista senza passare per spargimenti di sangue fra ricchi e poveri/creazione di uno stato Stalinista? (cosa inevitabile nell’utopia descritta da S. e W.). La risposta a mio avviso è SI! Ho infatti a suo tempo già descritto un’utopia “alternativa” ove i mezzi di produzione sono sviluppati “dal basso” mediante AI distribuite e condivisi mediante reti decentralizzate. In un mondo che fin dall’inizio si svilupperà e si coordinerà tramite questi strumenti sarà impossibile non solo che una parte del movimento “rivoluzionario” diventi più potente del resto e possa comandarlo (cosa inevitabile con la centralizzazione descritta da S. e W.) , ma sarà anche impossibile per i capitalisti fermare l’avanzata di queste AI mediante leggi restrittive e woke come il GDPR e L’AI ACT che con la scusa di tutelare le persone in realtà puntano a centralizzare lo sviluppo delle AI, favorendo l’accelerazionismo di destra (o la sua controparte “stalinista” descritta nei fatti anche da S. e W., che punta ad una AI di Stato).
Mel testo di S. e W., riprendendo Gramsci, gli Autori sottolineano l’importanza di controllare il linguaggio dei mass-media e dei social per arrivare ad ottenere una nuova egemonia culturale, tuttavia non si può non notare come anche questi autori “di sinistra” nei fatti non descrivono un modo “vero” per dare fin da subito potere economico ( e quindi politico) alle classi in lotta da un lato e dall’altro non garantiscono un modo per evitare la creazione di una nuova classe dominante di “burocrati del linguaggio” (cosa che può essere evitata solo creando un movimento omogeneo nel suo potere! Ove la moltitudine possa combattere agevolmente ogni nuovo aspirante padrone!)
…la soluzione quindi NON PUO’ CHE ESSERE UN’ALTRA!