Il disagio della civiltà (S. Freud)

In questo breve celebre saggio il padre della psicoanalisi descrive come la libido del soggetto per permettergli di vivere nella società debba in buona parte essere limitata e sacrificata in modo da consentire la convivenza con le altre persone, a partire dalle più ovvie limitazioni imposte alla libertà sessuale come il tabù dell’incesto o le leggi contro la violenza sessuale fino anche alla limitazione dei prodotti della “sublimazione” della libido stessa in altre attività in apparenza non libidiche come il possesso di oggetti (le leggi ad esempio tutelano la proprietà privata altrui).

Herbert Marcuse proprio da questo saggio in “Eros e Civiltà” mixando Freud con Marx criticherà la società capitalistica come una società che impone una “repressione addizionale” della libido, cioè oltre i limiti necessari alla convivenza civile, con lo scopo di soggiogare ulteriormente le masse, che oltre a sublimare l’energia libidica nel lavoro sottopagato sono anche costrette ad acquistare i prodotti “inutili” creati dal capitalismo mediante questo “pluslavoro” rubato, che vanno quindi a sostituire il fisiologico godimento libidico dell’individuo (consumismo). Marcuse stesso si renderà più tardi conto come la sua “rivoluzione sessuale” (fu ispiratore del ’68) sia stata perversa dal capitalismo stesso a suo favore nè “L’Uomo a una dimensione” e altre critiche celebri al consumismo arriveranno anche da altri Autori come Pierpaolo Pasolini, Erich Fromm, Slavoj Zizek, Zygmund Bauman, per citarne solo alcuni trattati in questo blog (non è sbagliato infatti dire che tutte le filosofie post-sessantottine  sono nient’altro che critiche a Marcuse).

A ben vedere la rivoluzione sessuale, come ben illustrato da Pasolini in “Salò o le 120 giornate di Sodoma” più che portare a una vera “liberazione della libido” ha portato il suo “mercantilismo consumistico” e di fatto ha aperto ad una nuova riedizione del “fascismo” ove la libido stessa diventa strumento di potere per cui le masse stesse lottano fra loro; in tal modo i capitalisti sono riusciti a fermare la lotta di classe e la cooperazione a tal fine fra le masse popolari. L’ultimo film di Pasolini infatti porta intelligentemente l‘omonimo romanzo di De Sade nella repubblica di Salò, con l’obbiettivo (riuscitissimo!) di farti odiare e produrre disgusto per quelli stessi comportamenti che oggigiorno popolano l’immaginario collettivo (erotico e non solo) così come la società ipercompetitiva che questo ha prodotto.

Ma Freud nel suo saggio, pur contraddicendo nominalmente  Adler e Jung, suoi allievi,  in realtà illustra benissimo come l’energia libidica altro non sia che la ricerca dell’ “omeostasi” perduta del “ventre materno”, ovvero della possibilità di usare a ben vedere tutte le energie e facoltà umane  per il raggiungimento della “Pace” con il minimo sforzo (tema cardine del mio ultimo libro “Psicologia e Metafisica” che lega proprio a questo Maestro obbiettivo umano la Psicologia con la Filosofia) ove il piacere massimo è quello che si ottiene più spesso mediante gli atti sessuali e che porta a provare un senso di “completezza ed appartenenza” al Mondo da scarica di Endorfine e dopamina che è poi lo stesso richiamato dalle religioni  secondo Freud, le quali al pari di altre strutture sociali umane, tendono a manipolare questo meccanismo biologico per i loro fini.

Ma quindi è il piacere massimo mediante il possesso (controllo) del Mondo il vero obbiettivo umano? (E quindi dobbiamo concordare con i postmoderni ed i consumisti che Pasolini tanto criticava?). In realtà a ben vedere è facile con un po’ di dati ed esperienza anche di tutti i giorni smontare l’idea determinista positivista e schizofrenica che propone l’Io come controllore Assoluto ed Infallibile del Mondo (tragedie come le Guerre Mondiali e L’olocausto hanno già ben mostrato quanto può essere nefasta, sbagliata ed inutile nella pratica l’uguaglianza Io=Dio) tuttavia Freud, così come noi, forse dovremmo restituire a Dio il suo posto non con l’idea di avere un Autorità/Guida a cui obbedire ciecamente quanto piuttosto mediante la ricerca del Bene e della Completezza/Omeostasi nella Fede nell’Amore anziché inautenticamente porre come obbiettivo postmoderno e post-positivista del Io prendere quella D come prefisso seguendo l’idea utopistica/idealistica ed individualista volta al raggiungimento dell’ Immutabile Essere Perfetto Parmenideo in Terra mediante la Tecnica, presunto ed illusorio strumento di onnipotenza umana.

La domanda è nella pratica: come si potrebbe arrivare a questo obbiettivo di “Pace” in questo mondo in Guerra? Come questa rivoluzione si potrebbe realizzare?

Il comunismo a tal fine ha fallito…ma forse…  (credo che ci sarà tanto da lavorare.. sia dal punto di vista filosofico che scientifico).

 

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